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In occasione degli Europei di calcio gli animalisti, e giustamente, hanno denunciato la barbara soppressione di 30.000 cani randagi, allo scopo di rendere più accoglienti le  città ucraine destinate a ricevere frotte di tifosi provenienti da tutto il continente…e non solo.  Ma questa è solo la punta dell’iceberg.

Gli Europei sono per l’Ucraina, nazione afflitta da innumerevoli e gravi problemi, molti dei quali ereditati dal passato regime comunista, una vetrina internazionale e il fatto che questo paese abbia cercato di darsi una ripulita per presentarsi dinnanzi all’occhio del mondo non deve stupirci…in queste occasioni lo fanno tutti e non è giusto presentare l’Ucraina come un mostro.

Certo parliamo di gravi misfatti: oltre ai cani la pulizia ha coinvolto gatti e piccioni. Ma ciò che più fa scandalo sono i 160.000 bambini homeless che vivono a Kiev e che in questa circostanza il governo ucraino ha cercato di rendere invisibili.

Bambini abbandonati che dormono nelle fogne e riemergono il giorno per dedicarsi all’accattonaggio, alla micro criminalità e, purtroppo, per essere sfruttati dai criminali che gestiscono la prostituzione infantile.

L’Ucraina è diventata in Europa una delle principali mete del turismo sessuale e della pedofilia e in occasione degli Europei il fenomeno è esploso, come avviene sempre quando un evento civile, sportivo…ma anche religioso (durante i Giubilei le puttane di Roma hanno fatto sempre affari d’oro) attira in un luogo frotte di visitatori.

E’ altrettanto noto che gli Italiani sono ai primi posti nell’infame classifica del turismo sessuale ed è probabile che molti di loro, magari per consolarsi delle delusioni calcistiche, vadano a sfogare i loro ardori tra le braccia di qualche avvenente ragazza…o peggio. Il rischio di portarsi a casa un “ricordino”, come si diceva una volta, è grande perché in quel paese il tasso di AIDS, epatite e sifilide è altissimo tra coloro che fanno vita di strada.

Salviamo i cani, giustissimo cari animalisti, ma non dimentichiamo, anche in questo contesto, gli umani.

Federico Bernardini

Illustrazione: ”Orphans” di Thomas Benjamin Kennington (1856-1916), fonte http://it.wikipedia.org/wiki/File:Thomas_kennington_orphans_1885.jpg

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