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Niente paura, il Grande Vecchio del giornalismo italiano non ha improvvisamente deciso di far strame della deontologia professionale proponendosi, in sostituzione di Virna Lisi, come testimonial del dentifricio Chlorodont.

Il vecchio e arcinoto slogan mi è tornato in mente tempo fa, leggendo un suo editoriale nel quale colleziona una serie impressionante di strafalcioni che non potremmo perdonare neanche alla casalinga di Voghera, figuriamoci a chi si propone come il più autorevole opinionista di uno dei maggiori quotidiani nazionali.

Saddam Hussein” così scrive, riferendosi alla Prima Guerra del Golfo, ” aveva invaso il Kuwait però si ritirò subito dopo l’ingiunzione internazionale ma l’armata di Bush in nome dell’Onu lo inseguì fino a Baghdad, lo processò e lo giustiziò”.

Avrete certamente notato l’originalità del costrutto sintattico, ma non è questo che ci interessa: il giornalismo è fatto di notizie e non è uno sterile esercizio di belle lettere.

Il problema è che Scalfari fa una gran confusione, confondendo la Prima Guerra del Golfo con la seconda e Bush padre con Bush figlio.

Non contento di aver così stravolto la cronologia storica, il grande opinionista, Maître à penser di milioni di Italiani, ci regala un’altra perla di incomparabile splendore, che ci rivela la sua visione geopolitica:

Il Mediterraneo è stato per millenni il centro del mondo atlantico. In tutte le sue sponde è un mare europeo e ancora di più  lo è oggi con l’immigrazione che in questo Ventunesimo secolo cambierà la fisionomia etnica del continente”.

A parte il fatto, non trascurabile direi, che il Mediterraneo bagna le sponde di ben tre continenti, e la visione di Scalfari potrebbe, a questo punto, essere definita eurocentrica, imperialista…se non addirittura colonialista, quel che segue si presenta come l’apoteosi della contraddizione, perché l’immigrazione, cui l’ineffabile autore fa riferimento, rende viceversa il Mediterraneo sempre meno europeo.

Una momentanea aberrazione mentale? una defaillance che dovremmo avere la clemenza di perdonare a un attempato signore che comincia a perdere qualche colpo? Nossignori! In primo luogo perché sarebbe opportuno che i suoi pezzi, come quelli di qualsiasi altro comune mortale, venissero controllati prima della pubblicazione e non considerati, a priori, verità proclamate da una fonte insindacabile e poi, come siamo andati maliziosamente a verificare, perché Scalfari non è nuovo a simili figuracce.

Rimanendo nell’ambito della sua personalissima cronologia, ad esempio, ricordo il suo riferimento al vescovo Ratzinger tra i Padri conciliari. Peccato che l’attuale Pontefice partecipò al Vaticano II come semplice sacerdote, nonché insigne storico e teologo, e sarebbe diventato vescovo ben quindici anni dopo.

Ma anche quando fa sfoggio di cultura classica non è da meno. Nel citare il proemio dell’Iliade, nella traduzione di Vincenzo Monti, così scrive lo Scalfari: ”Narrami, Musa, del Pelide Achille l’ira funesta…”, mentre la lezione corretta è: “Cantami, o Diva, del Pelide Achille l’ira funesta”. Anche in questo caso, come in quello delle guerre del Golfo, il nostro prende fischi per fiaschi e confonde l’Iliade con l’Odissea: “Narrami, o Musa, dell’eroe multiforme…

Ma il meglio di sé il grande giornalista lo dà parlando di Dante. La Commedia, secondo lui, è scritta in terzine in rima alternata e non “in terza rima”, cosa un tantino differente, e ogni rigo (ma quale verso?) udite udite , si compone di undici battute (ma quali sillabe?). La più aberrante e spassosa   manifestazione della sindrome da autoreferenzialismo giornalistico in cui mi sia imbattuto.

Ma non facciamo i pignoli, anche se confonde la Prima Guerra del Golfo con la seconda, Bush padre con Bush figlio, l’Iliade con l’Odissea e la Divina Commedia con un pezzo di colore (trenta righe di sessanta battute…non sgarrare, se no il Proto s’incazza) Scalfari rimane un grande giornalista, quello del Mondo, quello dell’Europeo, quello dell’Espresso, quello di Repubblica e con quella bocca può dire ciò che vuole, tanto…

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Federico Bernardini

Immagini: Virna Lisi, fonte http://it.wikipedia.org/wiki/File:Virna_Lisi_nel_film_Le_bambole_(1965).jpg

Eugenio Scalfari…senza barba, fonte http://it.wikipedia.org/wiki/File:Eugenio_Scalfari.jpg

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