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Sono trascorsi ventisei anni dalla pubblicazione degli “Scritti ritrovati“, di Edgar Allan Poe, ma questo eccezionale avvenimento editoriale, al di fuori di una ristretta cerchia di studiosi e appassionati, non è servito a diffondere tra un più largo pubblico la conoscenza di un aspetto non secondario dell’attività del grande autore nordamericano: quello giornalistico.

Ci pare dunque opportuno tornare sull’argomento, nella speranza di suscitare un rinnovato interesse nei confronti di colui che è universalmente riconosciuto, insieme a Čechov, come uno dei massimi autori di racconti ma fu anche un maestro di giornalismo.

Gli “Scritti ritrovati“, a cura di Francesco Mei, editi dalla Shakespeare and Company, comprendono un romanzo, “Il Corsaro” (l’unico di Poe), sette racconti e, soprattutto, numerosi articoli, pubblicati fra il 1839 e il 1845, sul “Southern Literary Messenger” di Richmond, sul “Graham’s Magazine” e sul “Broadway Journal” di New Jork e poi dimenticati.

Non possiamo fare a meno di sottolineare che la scoperta di questi scritti perduti è merito di un Europeo, di un Italiano e non di uno studioso americano, così come fu un Europeo, Charles Baudelaire, come testimonia il suo famoso saggio “Edgar Poe, sa vie et ses oeuvres“, pubblicato nel 1856 su “Histoires extraordinaires par Edgar Poe“, uno dei primi a riconoscere pienamente il genio dello scrittore, contro il quale certa cultura nordamericana, provinciale e puritana, aveva scagliato le accuse più abbiette.

Forse è solo un caso o forse si tratta della vendetta postuma,  dell’ultima diabolica macchinazione del maestro dell’orrore, il quale, in vita, non fu tenero nei confronti della società e della cultura nordamericana, che spesso accusò di inferiorità e di dipendenza nei confronti del Vecchio Mondo.

Attraverso la lettura di questi scritti ritrovati scopriremo un grande giornalista, i cui articoli testimoniano di un genio universale e di una sterminata erudizione, che gli permetteva di spaziare con acume e competenza dalla critica letteraria alla divulgazione scientifica, dalla disquisizione filosofica alla cronaca e alla nota di costume.

A distanza di quasi due secoli questi articoli rappresentano ancora un modello per tutti coloro che si sono accollati il difficile compito di informare e che molto spesso, come dice Giuseppe Recchia, contrariamente a quanto faceva Poe, che s’informava, conosceva e poi scriveva, prima scrivono e poi conoscono…forse.

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Federico Bernardini

Illustrazioni: Edgar Allan Poe, fonte http://it.wikipedia.org/wiki/File:Edgar_Allan_Poe_portrait_B.jpg

Virginia Clemm, cugina, musa e moglie tredicenne di Edgar, fonte http://it.wikipedia.org/wiki/File:VirginiaPoe.jpg

 

 

 

 

 

 

 

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