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Ebbene sì, lo confesso: negli anni ’80, anche se non ero più un ragazzo, seguivo assiduamente “Tandem” e soprattutto ero un grande ammiratore di Marco Dané, coautore e conduttore del programma, dove, nelle vesti del severo “Sir Dane”, faceva da giudice del gioco “Paroliamo” che consisteva nel comporre la parola più lunga con un certo numero di lettere stampate sui gettoni che venivano distribuiti ai concorrenti.

Un gioco intelligente, destinato a diffondere tra i giovani la conoscenza della lingua italiana e che ebbe un grandissimo successo, tanto da essere commercializzato, come lo Scrabble o il Mastermind.

Un gioco troppo intelligente, tanto che i dirigenti della Rai di allora decisero che era il caso di riporlo in soffitta, tra il ciarpame degli avi. Mamma Rai, il cui compito istituzionale dovrebbe essere anche quello di educare gli spettatori e di stimolare la loro intelligenza, ha da tempo abdicato a questa sua funzione: meglio che gli spettatori non diventino troppo svegli, meglio intorpidire le loro intelligenze  e le loro coscienze con programmi spazzatura, per poterli manovrare più facilmente.

Tandem fu  anche un esempio di televisione civile e garbata, oltre che utile, e lo stile, la signorilità e la cultura…mai ostentata di Marco Dané ne facevano un vero gioiello, la cui perdita rimpiangiamo amaramente, contemplando il triste spettacolo di volgarità, di banalità e di ignoranza che ci viene oggi ammannito sia dalla Rai che dalle reti commerciali, che fanno a gara a livellare verso il basso la qualità di programmi destinati a un popolo bue.

Ma “Sir Dane” aveva anche un altro vizio capitale: come tutti gli uomini di carattere aveva un carattere forte e poco incline al compromesso, intollerante nei confronti di qualunque scorrettezza, come testimoniano alcune “partacce” in diretta a causa dei suggerimenti che qualche furbacchione ogni tanto dava ai concorrenti.

Un uomo d’altri tempi, che ovviamente non ha più posto in un ambiente dove prevalgono l’arrivismo, il servilismo e l’ipocrisia, tesi unicamente al perseguimento di un successo fine a se stesso che fa strame di qualunque deontologia.

“Mamma Rai, ridacci Marco Dané!”…ci verrebbe da dire, ma siamo certi che il nostro appello, rivolto all’attuale Rai dei “Ragionieri”, più attenti alla cassetta che alla qualità rimarrebbe inascoltato.

Dopo aver lavorato a lungo in televisione, sia come autore che come conduttore: è stato tra l’altro autore di “Domenica In” e “Alle falde del Kilimangiaro”, Dané continua a dedicarsi a quella che da sempre è stata una delle sue passioni, e cioè l’impegno sociale, come direttore dell’Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza “Sacra Famiglia” che si occupa dell’accoglienza dei minori in difficoltà.

Contemporaneamente, continua la sua personale crociata in difesa dell’italico idioma  e ad Anguillara, dove si è stabilito da una decina d’anni, è un assiduo promotore del suo “Paroliamo”.

Sosteniamolo, aderendo su Facebook alla sua campagna per la diffusione del gioco (   http://www.facebook.com/ParoliamoConMarcoDane), se saremo in molti…chissà, a qualcuno potrebbe venire in mente di richiamare in servizio il mitico “Sir Dane”.

Federico Bernardini  

Illustrazione: Marco Dané, fonte http://www.marcodane.it/

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