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LO POLITICO PROGRAMMA DELLO PRINCIPE FEDERICO CHE SI APPRESTA A SCENDERE IN CAMPO

La fiacca et corrotta democrazia che lo tristo popolo italiano eresse a sistema di governo e tristamente incarna li tristissimi vizi di esso popolo, conduce lo Stato alla ruina interna et lo rende imbelle nell’acerbo confronto con li principati circonvicini, bramosi di spegnere, per la forza dell’armi, la sua sovranità, onde asservirlo al di loro barbarico imperio.

Con ciò sia cosa che, sommamente riputando lo illuminato consiglio de lo fiorentino secretario, ci si adoperi immantinente a sanare, con l’accorta politica e col mestiere dell’armi, l’infetta piaga.

All’uopo, lo mio volpesco disegno, concepito secondo li dettami dello fiorentino secretario, s’invera nello prendere lo potere con l’istrumento di novello partito, che sarà populista e demagogico, onde massimamente attingere lo consenso dello tristo popolo italiano.

Ciò fatto, dismessi li volpeschi panni e quelli lionini vestiti, lo mio conquiso potere paleserà lo suo feroce aspetto, ogni libero pensiero spegnendo et ogni intestino inimico, alla mia principesca volontà avverso, estinguendo.

Et, dopo lo avere ammazzato li infidi caporioni de le avverse fazioni, a edificazione de lo tristo popolo, lo capitano delle mercenarie principesche milizie farà di esso strage bastevole a indurlo a più mite consiglio.

Dipoi, simulando clemenza, blandirò lo tristo popolo, dalla di lui ferocia atterrito, con lo squartarlo, esponendo a li quattro cantoni de lo principato le di lui sanguinolente membra, la cui contemplazione ammaestrerà lo tristo popolo, ad esso insegnando che lo principe è di lui ancor più spietato e feroce. Forte dello unanime consenso così ottenuto, potrò finalmente volgere lo sguardo oltre lo confine dello principato, onde scorgere li potenziali inimici che al di là di esso si annidano, minacciandolo.

Con innumeri spoliazioni et balzelli privato lo tristo popolo di ogni bene, armerò lo più agguerrito esercito, alla testa dello quale, per lo bene supremo dello principato, moverò tosto guerra contro quelli stati circonvicini, li quali asservirò, dopo crudissima strage , allo mio potere, onde estinguere qualsivoglia minaccia alli sacri confini dello principato.

 Federico Bernardini

Illustrazione: Cesare Borgia, fonte   http://it.wikipedia.org/wiki/File:Cesareborgia.jpg

 

 

 

 

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