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Piuttosto un caso umano e letterario che un grande romanzo. Un’opera di indubbio interesse sociologico che però, in perfetta sintonia con un certo clima culturale dell’epoca, analizza la società isolana da un punto di vista che non è il mio e che può risultare addirittura ambiguo.

Non a caso vinse il premio Viareggio, il cui padre padrone, Leonida Repaci, imponeva le sue scelte, fortemente determinate dall’appartenenza a una precisa area politico-culturale.

Molti anni fa, un mio caro amico, che al Viareggio fu finalista, mi disse sconsolato: “Caro Federico, se non sei di una certa parrocchia è quasi impossibile vincere il Viareggio”. 

Quella “cultura” contrapposta alla tradizione ancestrale alla quale si ribella, considerandola oppressiva, per Gavino Ledda diventa una potente arma di promozione sociale e di autoaffermazione. Un’arma che gli consente di entrare nella cultura “alta” in una posizione di potere e, paradossalmente, finisce, in un certo senso, per renderlo simile al padre. 

Un libro che ci dà una visione quantomeno parziale di una cultura millenaria che ha la sua nobiltà e i suoi punti di forza, non un affresco dunque, che ce la rappresenti nella sua completezza e nella sua vastità, ma una semplice “inquadratura” che, a mio parere, non rende giustizia soprattutto alla figura femminile, che nella tradizione sarda ha un ruolo di grande rilievo.

Quando penso all’affresco, mi vengono in mente le pagine de “Il Giorno del Giudizio” di Salvatore Satta”…altra visione poetica, altro spessore artistico e culturale.

In quanto al film dei Taviani, che io considero fra i più grandi registi al mondo e che inopinatamente vinse a Cannes, lo reputo uno dei meno riusciti. Sfiora, a volte, nonostante l’atmosfera cupa, il macchiettistico e il ridicolo e molti Sardi si sono offesi.

Ricordo una battuta che però mi ha fatto molto ridere:
“Doctor sum sed sine occupatione” rivolta al protagonista da un giovane Nanni Moretti che nel film è, mi pare di ricordare, un tenente che gli dà lezioni di latino durante il servizio militare.

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Federico Bernardini

Illustrazioni: Gavino Ledda, fonte http://it.wikipedia.org/wiki/File:Padrepadrone-1977-Ledda.png

“Padre padrone” (Fratelli Taviani), fonte  http://it.wikipedia.org/wiki/File:Padrepadrone-1977-01.png

 

 

 

 

 

 

 

 

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