Nel 1983, ero marketing manager della “Chiariva” la più prestigiosa e antica agenzia di viaggi italiana, la 3^ nel mondo dopo la Thomas Cook e la Bennet. E’ capitato che un giorno abbia chiesto ad Alberto Aronson, all’epoca era il titolare, se esistesse qualche documentazione sulla storia della “Chiariva”, quindi, di fatto, la storia dei viaggi. Lui, con la sua consueta signorilità, ha aperto un grande armadio dove c’era un bendidio. Veramente un archivio cartaceo da archeologia. Gli ho chiesto se potessi curiosare e lui mi ha risposto: “Come, quando e quanto vuoi”.

Ho trovato materiale straordinario che valeva la pena ordinare e mostrare. Ne ho parlato con Giovanni Pini, allora direttore generale dell’Ente Per il Turismo e m’ha detto subito: “Bravo, Nacci, facciamo un libro con copertina di pelle umana e scritte in oro zecchino!”

Ho lavorato alcuni mesi e con grande difficolta perché, com’è noto, se togli della carta (un giornale o depliant) dalla sua custodia, dopo quasi un secolo, si corre il rischio di sbriciolare tutto. Allora ho fotocopiato ed ordinato il “malloppo”, seguendo la cronologia e facendo una scelta degli eventi più importanti. In alcuni casi non si riusciva nemmeno a fotocopiare e così ho deciso di “reinterpretare”, con la mia grafica, quelle raffigurazioni.

Presentato il tutto a Pini, m’ha detto: “E bellissimo! Peccato però, perché non abbiamo i soldi per un libro, ma facciamo… una mostra fotografica”.

Nel Marzo del 1984, nelle sale dell’Arengario, allestite dall’architetto Volonterio e dal fotografo Orlando Tomizzo, s’è aperta una mostra sotto il nome “Viaggi d’Altri Tempi”. Enormi pannelli che contenevano, in gigantografie fotografiche, la storia dei viaggi dal 1882 fino al 1942, data della mia nascita, quindi… non più Storia d’Altri Tempi, ma contemporanea. La mostra è rimasta aperta per un mese. Ha avuto un successo di critica e visitatori che nessuno si attendeva. Era stata programmata per solo due settimane, ma poi si è raddoppiato il tempo. Da quel momento è cominciata una specie di pellegrinaggio di questa mostra che è diventata itinerante. Da New York a Parigi, Pechino, Cassano D’Adda, ancora Milano, Mosca, Tunisi, Roma, Praga…ancora oggi, a distanza di quasi 30 anni ‘Viaggi d’Altri Tempi è in giro per il Mondo.

Nel 1993, la I.C.I. International di Roma, società leader nel turismo in-coming, per celebrare il suo quarto di secolo, decide di stampare il libro della mostra. Niente copertina di pelle umana, niente scritte in oro, ma un decoroso libro in seppiato. Libreria? No, perché è stato stampato come strumento promozionale di questo T. O.

Ma la storia non è finita perché avevo nel mio cassetto una quantità di disegni in bianco e nero con soggetto sempre… i Viaggi d’Altri Tempi. L’architetto che aveva allestito l’esposizione (giustamente) non ha ritenuto opportuno fare una mostra su una mia ricerca “professionale” e poi esibire sempre me stesso, anche come grafico. A mo’ di vezzo, m’ha fatto passare solo un disegno, quello del beduino sul cammello a titolo: “Tripolitania”.

Presentato il tutto (casualmente) ad un altro tour operator milanese, qualche mese prima della fine del millennio, uscì “La Favola dei Viaggi d’Altri Tempi”. Anche questo in seppiato e con tiratura ad uso promozione del T.O. Questa ritengo sia la migliore realizzazione.

Paradossalmente, la mostra era da…leggere, il libro, solo da guardare, perché scritto in caratteri troppo piccoli. La “Favola” con i disegni, è nel giusto equilibrio. Allora finito? No. A Mautitius, nel 2009, alcuni amici  vedono il libro (favola) e mi chiedono se possono esporre i disegni. Ho pensato bene che, qui, ci voleva decisamente il colore. Allora, ho fotocopiato il tutto e i disegni li ho dipinti in modo molto vivace proprio alla mauriziana! La mostra è stata presentata sotto il nome “Invitation au Voyage” nelle sale del turismo locale, nel mese di settembre del 2010.

Arrivò un Emiro da Dubai e… comprò tutto in blocco. Fine della storia.

Alberto Nacci

 

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