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Alcuni, pochi in verità, l’avevano previsto… e in tempi non sospetti. Tra questi anch’io, e non saprei se rallegrarmene o dolermene, visto che il passaggio del testimone da Monti a Letta rappresenta la logica prosecuzione del progetto inaugurato meno di un anno e mezzo fa dal presidente Napolitano e sancisce la fine della politica e la consegna definitiva del nostro paese ai poteri forti che, dopo averlo lungamente condizionato sotto banco, lo governano oggi apertamente, a discapito della nostra sovranità nazionale e a vantaggio del disegno mondialista che si sta impadronendo dell’Occidente, ponendo fine al sistema degli stati e delle patrie, nato dal dissolversi della civiltà medievale, e imponendo un nuovo ordine mondiale gestito da una élite finanziaria sopranazionale.

All’ultima riunione del Gruppo Bilderberg, tenutasi dal 31 maggio al 3 giugno dello scorso anno a Chantilly, nello Stato della Virginia (U.S.A.), cinque furono i partecipanti italiani: tre uomini d’impresa, una giornalista, Lilli Gruber e, unico politico, Enrico Letta.

Un chiaro segnale che, già dieci mesi or sono, mi portò ad esprimermi, senza reticenze e senza riserve, sul futuro di leader del giovane Letta. Non una profezia, ma una logica previsione fondata su una corretta lettura di dati oggettivi. Una previsione che oggi potrà meravigliare solo che si attarda a considerare le cose della politica con parametri ormai obsoleti.

Così scrivevo in un mio articolo:

Enrico Letta è, tra i nostri leader politici,  uno dei più fedeli e accesi sostenitori di Mario Monti, fino a ieri esponente di quella élite finanziaria sovranazionale, fatta di banche, multinazionali e agenzie di rating, che è la principale responsabile del progressivo spegnersi della sovranità nazionale dei paesi dell’Unione Europea a vantaggio delle lobby mondialiste.  Una promozione, la sua, che prelude certamente a un brillante futuro di leader in un’Italia collocata in un nuovo ordine mondiale.”

E a proposito di Lilli Gruber:

“Lilli Gruber è la giornalista di punta de la 7 Tv, di proprietà di Telecom Italia Media, controllata per oltre il 77% dal gruppo Telecom Italia, di cui è presidente Bernabè. Sta all’informazione, insomma, come Letta sta alla politica. E non dobbiamo dimenticare che La 7 è in vendita e probabilmente la Gruber è stata designata a rappresentare la continuità politico editoriale di una testata che potrebbe passare, si dice, nelle mani di  Murdoch o in quelle dell’Emiro del Qatar  Hamad bin Khalifa Al Thani, fondatore di Al Jazeera. Nulla di definito, ancora, e rimangono in campo anche le candidature dei nostri De Benedetti, Cairo, che è il concessionario della pubblicità della rete, e Della Valle.”

Questi i link che rimandano all’articolo in questione e ad uno precedente, incentrato sul medesimo argomento.

https://lurlodimunch.wordpress.com/2012/06/10/il-gruppo-bilderberg-e-la-teoria-del-complotto-4-2/

http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=17712

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Federico Bernardini

Illustrazioni tratte da Google immagini

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