Dopo oltre mezzo secolo, le lettere FB non indicano più il Franco Bollo ma Face Book.

Avevo finito l’adolescenza romana. E insieme agli amici andavamo al “Pincio” con una sola idea nella testa: il rimorchio delle ragazze straniere. Confesso che, malgrado fossi “indiscutibilmente” dotato di grande fascino… latino, in quelle escursioni, a tema fisso, non sono mai stato uno “sciupa-ragazze”. Poi ho cominciato a viaggiare e lì il discorso è totalmente cambiato.

Ricordo che dopo aver vinto una borsa di studio per uno stage d’un mese in Provenza è emersa tutta la mia vernice di “Bullo di piazza Bologna”. Non è casuale il termine “vernice” perché quelle borse di studio erano indette dai Centri Culturali Francesi in tutti i paesi europei ed avevano per tema  la pittura/disegno, il giornalismo e la fotografia.

Si presentavano dei saggi e poi, in ciascuna sezione, veniva prescelto un solo partecipante allo stage da ogni paese. Unica condizione (oltre alla valutazione del saggio) era la conoscenza della lingua francese. La finalità dello stage era quella di realizzare una pubblicazione di promozione turistica di una regione della Francia che, ogni anno, cambiava.

Raggiunsi Avignone in treno. Ero l’unico italiano perché nessun altro giovane connazionale venne giudicato idoneo per la fotografia ed il giornalismo. E’ stato un mese davvero indimenticabile. Insieme ad altri 30 giovani europei abbiamo “frugato” ogni angolo della Provenza (anche con piccole divagazioni in Costa Azzurra), accompagnati da guide locali e da un’organizzazione perfetta in ogni dettaglio. Ecco, lì è uscito fuori l’Alberto estroverso che nessuno aveva mai conosciuto prima. Solo contro tutti e, come unico elemento in comune, la lingua francese,  anche se, con alcuni, anche la passione per il disegno. Da solo ho scoperto d’essere molto più “attraente” che con il gruppo dei “cacciatori del Pincio”.

Alla fine dello stage, distacco molto “toccante”. Scambi d’indirizzi, promesse d’amore, appuntamenti in Italia o in altri paesi, ma sopratutto, da quel momento, cominciava una corrispondenza fatta di carta, penna, busta e francobollo. Una lettera andava e c’era l’attesa di quella che doveva venire, sì: la risposta. A volte una settimana, ma spesso l’attesa era anche più lunga, si diceva sempre: “Vedi?  Le poste non funzionano da nessuna parte!”

Dopo mezzo secolo… che “racconterò” dettagliatamente in altra circostanza, le vicende della vita mi hanno portato a quello che probabilmente sarà il mio ultimo “stage”, in un’isola dell’Oceano Indiano… lontana… lontana, anzi no, vicinissima!

Quando ho deciso questo “trasloco”, una scelta di vita, non avrei mai immaginato che il termine “socializzare”, che con gli amici del Pincio significava andare a “rimorchio” di ragazze straniere, si sarebbe oggi riferito al “social network”. Borse di studio per conoscersi? No, basta un computer e formalizzare l’iscrizione a ”Face Book”. A questo punto ci si “annusa” e, oltre a mantenere il contatto con le amicizie di sempre, si scopre che se ne “rimorchiano” diverse altre. “Tutto falso!” direbbe l’indio dell’Amazzonia che non ha ancora mai visto un computer. Non tutto, dice Alberto che, con il suo piccolissimo “giardinetto” d’amicizie mantiene dei contatti pressoché  giornalieri. Baci e abbracci, dal caffè del buongiorno a…”L’ultimo chiuda la porta” della buona notte, come non ho mai fatto nella realtà.

Ma -tutto falso- continua a dire l’indio. No! Si litiga anche. Ci si insulta, più o meno esplicitamente, ci s’ignora senza veri motivi. Ci si cancella dal “pacchetto” delle amicizie ma spesso, dopo 24 ore di consulto “bla-bla” frenetico del “pacchetto”, si ritorna…amici come prima, quindi -come mai- dice l’indio.

Due lettere FB che, da Franco Bollo, sono diventate Face Book. Da…”Le poste non funzionano”, si è arrivati al …”La mia era solo ironia”. Il tutto con un elemento, la comunicazione, che ha guadagnato nella velocità ma ha perso il fascino dell’attesa.

Cari amici (nel senso più ampio del termine), godiamoci questo progresso di comunicazione perché è davvero incredibile, sorprendente; ci siamo abituati, ma non dimentichiamoci che solo fino a qualche anno fa FB erano soltanto…Franco Bollo.

Vi abbraccio, vicinissimo… ma da molto lontano.

Alberto Nacci

Illustrazioni:

NELL’ARTICOLO DI OGGI SI PARLA ANCHE DI UNO STAGE FATTO ALLA FINE DEGLI ANNI ’50 IN PROVENZA. PER CONCESSIONE DELLA COLLEZIONE PRIVATA “GIACOMO E CHIARA NACCI” POSSO MOSTRARVI DUE LAVORI REALIZZATI DURANTE QUELLA “BORSA DI STUDIO”. -ST.RAPHAEL- LUNGOMARE E -AVIGNON- MERCATO DEI FIORI.

 

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