L’AUTOMOBILE

Le superstizioni legate all’automobile, ovviamente, non hanno alcun aggancio né con le leggende né con la mitologia. E’ tutta roba fresca.

Nessuno (nel mondo) parla mai d’incidenti prima di partire per un viaggio in auto.

Quando si vende l’auto non si “trapassa” anche il San Cristoforo. Tutti coloro che usano appiccicare sul cruscotto l’effigie dell’auto-protettore, sanno bene che quella “patacchetta” deve essere trasferita, anche se arrugginita, sull’auto nuova.

Forse pochi sanno che San Cristoforo non sia solo il protettore degli automobilisti, ma anche dei pellegrini, viaggiatori, ferrovieri, facchini, fruttivendoli ed invocato contro la peste e la morte improvvisa.

Tutte le superstizioni planetarie confermano che il giorno più nero per la vendita di automobili è il venerdì 13.

So per certo che molti automobilisti sono decisamente riluttanti ad acquistare un’auto nella targa della quale compaia il numero 13.

Le auto appartenute a personaggi ricchi e famosi, sono vendute sempre ad un prezzo maggiore, perché il venditore “piazza”, con l’autovettura, anche un po’ della fortuna che… inevitabilmente, passerà al nuovo acquirente.

Ricordo d’aver acquistato una splendida auto appartenuta ad un noto editore di nome Angelo. Mi è stata venduta per poche lire solo perché, in quell’epoca, l’Angelo non volava più… in alto. Ho fatto un ottimo affare quando l’ho rivenduta, certamente non perché l’avessi posseduta io, ma solo perché era veramente un magnifico modello.

Credo che la superstizione più diffusa sull’automobile sia quella che, quando finalmente ci decidiamo a lavarla…piova!

A proposito di questa coincidenza c’è un preciso riferimento. In tempi molto antichi si credeva , in generale, che compiere un atto significasse invitare la natura a fare altrettanto.

Far cadere dell’acqua volontariamente sulla nostra auto diventa un esplicito invito alle divinità della pioggia a fare la stessa cosa; non dubitate, presto pioverà anche lo shampoo!

…IL TRENO

Gli Inglesi e in particolare i Gallesi, credono che si sarà perseguitati dalla sfortuna se si parla in treno quando questo passa sotto una galleria. In altri paesi europei è considerato brutto presagio attraversare un ponte mentre sopra passa un treno.

L’origine di queste due superstizioni è legata al mito del buio. L’oscurità, vera o metaforica, non ha mai portato niente di buono.

“Si sono uditi gli spiriti della notte…”. “Dopo il tramonto il brivido…delle tenebre”. Ancora “Notte cupa, oscura, tetra, di…paura!” Queste ed altre, sono tutte frasi idiomatiche che confermano esplicitamente il fatto che il buio nasconda qualcosa di sinistro. C’è anche chi dice più esplicitamente che nell’oscurità si nascondano gli spiriti maligni.

C’è un antidoto contro l’agguato latente delle tenebre: concentrarsi fortemente su questo potenziale stato di pericolo. Le forze emergenti sono sempre state più potenti di quelle occulte. Indubbiamente attraversare, in treno, il tunnel del Monte Bianco o quello della Manica, comporta un notevole stress mentale!

Alberto Nacci

Illustrazioni tratte da Google immagini

 

 

 

 

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