Quando si viaggia spesso in aereo, può capitare d’avere a fianco qualche “battesimo dell’aria”.

Così accadde, durante un viaggio nell’East Africa.

Al mio fianco, lato finestrino, avevo una simpatica coppia di Chioggia in viaggio di nozze, che corrispondeva anche con il loro primo volo.

Avevo avuto modo di conoscere gli sposini veneti durante il viaggio in pullman, che ci aveva “traghettati” da Milano a Basilea, città del decollo del charter, tutto dipinto a strisce come una zebra, per Mombasa.

Vittoria e Roberto, già durante quel trasferimento, avevano avuto modo di esprimere più volte la loro paura per il… PRIMO VOLO.

Comprendo perfettamente chi teme ciò che non conosce. E’ umano che sia così. Anche io ho avuto una paura indecente degli aerei. Non la prima volta, perché in quel caso era prevalsa la curiosità per la nuova esperienza, ma in seguito, e per anni, ho volato in preda ad una situazione di quasi paralisi.

Ricordo benissimo il mio atteggiamento durante il volo: dal decollo all’atterraggio sempre con la cintura di sicurezza allacciata e non scendevo dall’aereo fino a quando non erano -sicuramente- scesi tutti. Non mangiavo e non bevevo per il terrore di dover, successivamente, raggiungere la toilette.

Inutile nasconderlo, l’aereo è stato per me un vero incubo. Tanto più accentuato in considerazione della necessità professionale, che mi obbligava a volare molto spesso e, talora, anche in tratte lunghissime.

Un giorno, una mia cara amica, prese il “brevetto da pilota” ed anche io, volendomi sentire sempre caro amico, ma non inferiore, mi misi a “giocare” con gli… aeroplanini.

La presa di conoscenza del volo e di tutte le sue dinamiche regole, m’ha dato la convinzione che è più facile correre dei pericoli in un Luna Park, con le auto scontro condotte da ragazzini incoscienti, che in una corsa in un bolide da “rally” condotto da un pilota professionista.

Da allora, ma i tempi ed anche gli aerei sono molto cambiati, quando mi capita di conoscere qualcuno con le legittime paure del primo volo, cerco sempre di fargli coraggio, sfoggiando la mia “grande” esperienza di pilota di… primo grado.

Racconto sempre cose abbastanza ovvie, ma rassicuranti, tipo: “Subito dopo il decollo, si ballerà un po’, ma è normale quando si entra nelle nuvole…”  ed ancora: “Non si deve avere timore perché il pilota si vuole bene e sa quello che fa. Guidare un aereo è il suo lavoro!”

Le stesse frasi le ho ripetute anche a Vittoria e Roberto, che apparivano realmente rilassati da questa mia ostentata e motivata tranquillità.

Dieci minuti dopo il decollo… segnale di riallacciare le cinture. Comandante che informa (in tre lingue ma non l’italiano) sull’attraversamento di una… turbolenza. Le Hostess percorrono velocemente i corridoi per controllare che le cinture… Entriamo dentro dei nuvoloni talmente neri da anticipare la notte.

L’aereo ha alcuni sussulti… gli sposini mi guardano ed io rispondo con un sorriso rassicurante di chi vuol dire: “Ve l’avevo detto… tranquilli!” Poi… booom! Un botto sordo che fa saltare tre volte il DC8.

Il bagliore e lo scoppio si erano verificati proprio fuori l’oblò a fianco di Vittoria.

Anche lei, come tutti, fece tre salti e, con un filo di voce, mi disse: “Ora che è successo?” “Tutto normale” risposi “un fulmine si è scaricato, ma l’aereo è una macchina perfetta ed ha il parafulmini!”

Questa mia tranquillità, quasi ostentata, fece appisolare i due piccioncini, come i bimbi dopo che hanno ricevuto il bacio della buonanotte dalla mamma.

Per me il discorso è stato diverso, io un fulmine in aereo non l’avevo mai preso!

Slacciai subito la cintura di sicurezza e, sebbene inseguito dalle hostess, che m’invitavano categoricamente a rimanere seduto, mi fiondai immediatamente nella toilette,  perché, quando “scappa” come… un fulmine, segue anche un grande, imbarazzante… “tuono”.

Morale: cerchiamo d’essere sempre coerenti con le nostre teorie perché rassicurano gli altri. Se capita il fulmine… niente paura, ma subito in toilette!

Alberto Nacci

PS. ACCERTATEVI CHE PILOTA E AEREO SIANO AMBEDUE CON I… BAFFI!

Illustrazione tratta da Google immagini

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