Se chiedete a qualsiasi agente di viaggi quale parte del suo lavoro vorrebbe non fare ma che, suo malgrado, è costretto a mantenere come servizio d’agenzia, sono sicuro che tutti risponderebbero in coro: “Le prenotazioni dei traghetti per la Sardegna in agosto!”

Oggi, qualsiasi prenotazione di servizi turistici, ma anche delle relative biglietterie, la si fa comodamente da casa per via telematica. In tempi non molto lontani, erano le agenzie che si collegavano telefonicamente con le compagnie di navigazione ed emettevano le biglietterie, tutte, rigorosamente, scritte a mano. Questa “cronaca” fa riferimento a quell’epoca.

Agosto è, da sempre, il mese leader per le vacanze in massa degli Italiani. Tutti coloro che scelgono la nostra splendida isola quale meta delle loro vacanze estive, vorrebbero, anzi esigono, che nella prima settimana del mese ci sia una grande flotta di enormi transatlantici, capaci di ospitare passeggeri, automobili, carrelli con gommoni e talora imbarcazioni fuori-bordo, caravans, campers, oltre a cani, gatti, canarini, criceti e tartarughe, pronti a salpare da Genova, Civitavecchia e Napoli in direzione di Olbia, Porto Torres e Cagliari.

Un’identica flotta dovrebbe rientrare, in senso inverso, nel corso dell’ultima settimana del mese dei vacanzieri, quindi sempre agosto.

Nessuno si è mai chiesto a che cosa servirebbero tante navi negli altri undici mesi dell’anno.

Quest’aspetto delle lamentele rispetto ad un problema contingente, è quasi un elemento caratterizzante del nostro magnifico popolo italiano.

Ma, a parte questa considerazione d’ordine generale, le prenotazioni dei traghetti hanno rappresentato, per anni, un vero incubo per gli addetti alle biglietterie, perché ogni prenotazione era soggetta a delle richieste personalizzate.

Faccio un esempio. Partenza da Genova il 2 agosto con richiesta di una cabina quadrupla occupata da tre adulti ed un bambino, un camper ed una moto per… Porto Torres. Il ritorno, sempre su Genova, il 16 agosto, ma con partenza da… Olbia con cabina solo per due adulti ed un bambino. L’altro adulto (quindi “posto uomo” in cabina) e la moto, rientrano il 21 del mese, ma su Civitavecchia. Facile no? Affatto! Il solo calcolo delle tariffe comportava un attento studio di tutto il prontuario. Spesso si doveva prenotare con due compagnie di navigazione diverse, con un lavoro di scrittura dei biglietti davvero laborioso e ad alto rischio d’errore.

Tuttavia, talora, accadevano episodi davvero curiosi, che, se non altro, addolcivano con un sorriso le snervanti attese telefoniche per comunicare con gli uffici-prenotazioni delle società marittime.

Ricordo tre “bizzarrie”, ma ce ne sarebbero davvero tante da riempire un volume, tutte dovute all’interpretazione fantasiosa della terminologia tecnica in uso nelle agenzie.

Com’è noto, il “traghettaggio” piu economico è quello effettuato riservando un “posto ponte nave” Mah!

Molto più curiosa è l’interpretazione data alla sistemazione in – cabina esterna senza servizi -. “Passi il fatto – è stato detto – di dormire in un letto all’aperto (esterno), ma che anche i servizi siano all’aria aperta… no, con dei bambini non mi sta proprio bene!” oppure: “Non mi piace rimanere tutta una notte sulla prua della nave!”

Infine c’è un episodio che definisco tecnicamente ameno.

Chi si occupava delle prenotazioni dei traghetti (noi lo chiamavamo “Caronte”), nel confermare al signor GANABO una cabina nel tratto Genova  – Olbia e ritorno, comunica al telefono con la compagnia di navigazione, facendo lo “spelling”, scandendo chiaramente, come d’uso, le singole lettere del cognome e aggiungendo i nomi di città con lettere uguali. Ganabo, quindi g come Genova… Ancona… Napoli… Ancona… Bari… Olbia.

All’ultima lettera, il cliente interrompe con acidità “Caronte” e gli dice: “Io rinuncio. Pensavo di prendere una nave diretta per Olbia”… e se ne va con un’ultima esclamazione: “TRAGHETTI MALEDETTI!”

Alberto Nacci

Illustrazioni tratte da Google immagini: “Quando si andava a…vela” – “Paper ship”

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