Addio, Cimablu!

Un’altra delle tante, troppe notti insonni, passate a chiedermi perché Cimablu se n’è andata.

Notti tormentate da complessi di colpa (io ero alla guida dell’auto travolta), potevo essere più accorto? o era fatalità? e se sì, perché questo terribile destino per un amore di donna? Risposte che non avrò mai.

Di certo ci sarà un cocente rimorso per  essere stato in quel luogo e in quel momento con una donna che si era affidata a me in tutta serenità e che voleva far rientro a casa. Non tornò e non tornerà mai più in quella casa che era il centro di tutte le sue passioni. A me resta solo lo struggente ricordo di una donna che, con miglior fortuna, avrebbe dato ancora  tanto a me ed a tutti noi!

Mi piace ricordarla così come era in realtà: un impalpabile respiro d’angelo sospeso  in vetta alla sua montagna candida e blu.

ADDIO CIMABLU’, impareggiabile poesia, ora sei lontana ma vivrai sempre nei nostri cuori!

S. P.

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… Nessuna gioia, molto dolore, alzando gli occhi al Cielo. Non trovo consolazione per la mia cara sorella Cimablu. Aiutatemi a capire il suo dolore per il quale Dio ha preferito portarsela in Cielo.

Tramonto (di una vita) A mia sorella Cimablu

22 maggio 2013

“Consuma il sole il suo giorno
dietro la scura montagna
cullata su un letto di mare.
Raggi di sangue cadono
sul corpo di pietra disteso
scavato da implacabili onde
graffiato dai venti di maestrale.
Piange verso il cielo la schiuma salata
e ricade lacrima dorata sulle ferite
che bruciano ancora.
Nuvole bianche accorrono
si stringono, immobile abbraccio
intorno ai raggi di fuoco.
Avanza fatale la sera
mentre l’ultimo raggio di sole
volge lo sguardo alla terra
anzi che arrivi la luna.

Illumina il faro
le ali bianche di un gabbiano
che vola libero
verso la sua cimablu.”

(Elicriso)

Illustrazioni tratte da Google immagini

 

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