File:Spiaggia Est di San Menaio Large.jpg

Mi pare interessante riproporre questo “frutto di stagione”.

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Fra le tre grandi religioni monoteiste sia l’Ebraismo che l’Islamismo si distinguono per l’osservanza rituale, mentre il Cristianesimo trova la sua giustificazione nella Fede (non perdiamoci nella disamina del contenzioso cattolico-luterano che si cerca faticosamente di comporre).

Sia gli Ebrei che i Musulmani sono soggetti a un’infinità di precetti e di prescrizioni che condizionano fortemente tutti gli aspetti della vita quotidiana, mentre il Cristianesimo, allontanandosi progressivamente dalle sue forme primitive, condizionate dalle tradizioni dell’area di origine, ha attenuato fortemente l’impatto dell’osservanza rituale e delle prescrizioni nella vita quotidiana del credente.

A volte, riferendoci a certe “bizzarrie” ebraiche e musulmane, che ci risultano del tutto incomprensibili, siamo tentati di razionalizzarle a tutti i costi. Ciò avviene, ad esempio, a proposito delle prescrizioni alimentari.

Quand’ero bambino, per alcuni anni, sono stato vicino di ombrellone di una famiglia ebrea; papà, mamma (di cui non ricordo il nome) e quattro figli: Raffa, Eli, Sabrina e Dalila.

Un giorno pescai delle telline e ne offrii una a Raffa (o a Eli?), il quale ricusò l’offerta con una smorfia di disgusto.

“Non ti piacciono?” gli dissi.

“La mia religione me lo vieta!” furono le sue testuali parole.

Rimasi di stucco ma l’istinto mi consigliò di non fare altre domande. Per fortuna ero piccolo e di quelle cose non capivo nulla. Qualche anno dopo gli avrei detto: “Perché? non c’è un macellaio kosher a portata di mano che possa scannarle?”

L’ho scampata bella. Si sarebbe certamente offeso, perché gli Ebrei si offendono ancora quando si fa dello spirito di patata sulla loro religione.

Ho continuato a coltivare il mio dubbio fino a qualche anno fa, quando mi recai alla presentazione de “L’Ebreo corrosivo” di Moni Ovadia.

Sapendolo grande esperto oltre che di Torah e Talmud anche di cucina tradizionale, gli chiesi: “Perché non mangi le telline?”.

E lui mi dette una illuminante risposta: “Non tutte le nostre prescrizioni alimentari sono dettate da una ragione precisa, certe regole sfuggono anche a noi ma le accettiamo, perché sono le regole e qualcosa di proibito ci dev’essere sempre, anche a tavola”.

Da Cattolico che mangia carne il venerdì e non rispetta il digiuno quaresimale, rimasi un po’ perplesso.

Ci riflettei sopra e poi mi dissi: “Non sarà anche grazie alle telline che gli Ebrei sono sopravvissuti come popolo, come cultura e come religione alla diaspora, alle persecuzioni e alla Shoah, mentre noi Cristiani…?”

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File:Cucina israeliana.JPG

Federico Bernardini

Illustrazioni:

Spiaggia est di San Menaio. Fonte: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Spiaggia_Est_di_San_Menaio_Large.jpg

Tavola israeliana. Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Cucina_israeliana.JPG

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