Care ragazze, il mondo vi ama, la scienza lavora per voi e vi rende libere.

Pensate alle vostre nonne, poverine, in caso di gravidanza indesiderata dovevano ricorrere alle mammane, violando la legge e mettendo a rischio la loro vita. E le vostre mamme? Anch’esse, in analoghe circostanze, dovevano pur sottoporsi a un semplice ma fastidioso intervento, per estirpare dal loro utero un imprevisto e sgradito grumo di cellule che altrimenti si sarebbero replicate più velocemente di quelle di un cancro.

Siete fortunate, a voi non toccherà sottoporvi a pratiche illegali, pericolose, fastidiose o umilianti: se vorrete liberarvi di un imprevisto e sgradito grumo di cellule, vi basterà mandar giù una pillola. Facile, no? Come bere un bicchier d’acqua.

Fate dunque l’amore liberamente col vostro filarino, anche se nella vostra scuola non c’è ancora il distributore di preservativi. E fatelo pure con il primo che capita, concedete il vostro corpo come, dove e quando volete…a patto che sia negativo il suo test anti-HIV, mi raccomando. Fatelo a cuor leggero, con spensieratezza, come se mangiaste un gelato alla fragola o faceste quattro salti in discoteca.

E soprattutto non date retta a quei mascalzoni dei preti, che vi raccontano che la vita umana comincia al momento del concepimento e che in quel grumo di cellule c’è già un uomo, o una donna. Balle! Vogliono farvelo credere soltanto per mantenervi nell’ignoranza e usarvi al fine di realizzare i loro loschi disegni.

Ve lo spiega la scienza quando comincia la vita…magari con qualche contraddizione, ma che importanza ha questo piccolo particolare rispetto ai vostri inviolabili diritti e alla vostra libertà?

Qualcuno vi dirà che la vita non comincia prima di due o tre settimane dal concepimento, perché a lui gli embrioni servono come animali da laboratorio, e grazie al loro utilizzo si procaccerà sovvenzioni pubbliche e private, pubblicherà articoli sulle riviste specializzate e farà una brillante carriera accademica, arrivando, magari, al Nobel.

Altri vi diranno, invece, che la vita non comincia prima di due o tre mesi, anche se quel grumo di cellule comincia ad assumere forme bizzarre, che ricordano quella umana. Ma non preoccupatevi, sono solo dispute fra addetti ai lavori che non vi riguardano.

Su una cosa li troverete tutti d’accordo e cioè sul fatto che quel grumo di cellule o quell’ammasso dalle forme bizzarre non ha alcuna dignità e alcun diritto. Questo e solo questo deve aver valore per voi, lo proclama la scienza e vi autorizza a liberarvi di quella che è semplicemente una fastidiosa escrescenza carnosa senza alcun rimorso.

Non è una persona, non ha un nome, non produce, non consuma (se non quello che il corpo della mamma gli dona) , non parla, non vota…insomma non esiste. Dunque mandate giù la vostra pillola…”Na botta e via” come diceva Mastro Titta. E non ci pensate più.

Se non lo faceste vi toccherebbe dargli un nome, stringerlo al vostro seno, pulirgli il nasino e il culetto, asciugare le sue lacrime e consolare il suo pianto. Vi toccherebbe trascorrere notti insonni e trasalire a ogni piccolo segno di sofferenza, vi toccherebbe  accudirlo, curarlo e fare sacrifici e rinunce, vi toccherebbe vederlo crescere, andare incontro alle insidie della vita e allontanarsi progressivamente da voi.

Vi toccherebbe essere Madri.

Federico Bernardini

Illustrazione: “Madonna del Parto” (Piero della Francesca – 1455), fonte http://it.wikipedia.org/wiki/File:Madonna_del_parto_piero_della_Francesca.jpg

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