La storia, come la vita di ciascuno di noi, non è mai in bianco e nero, ma si compone di infinite sfumature di grigio. Ringrazio l’amico e storico Angelo Paratico, che mi ha proposto questa lucida riflessione di Coppa Zenari: parole su cui meditare senza furori ideologici. Ho aspettato che passasse la piena dell’11 prima di intervenire sull’argomento in un modo che a taluni potrà anche dar fastidio; ma come dobbiamo avere rispetto per le vittime del regime cileno così dobbiamo averne per la verità storica, sempre violentata da ogni parte con finalità ideologiche.

“Maria era una convinta sostenitrice del colpo di Stato: affermava che i militari erano stati invocati da gran parte della popolazione, pentita di aver votato Allende e stufa delle mattane ideologiche del governo delle sinistre. Mi raccontò che ormai si era arrivati all’assurdo: mentre l’economia andava a rotoli, il governo riformava la scuola introducendo l’insegnamento… della lingua russa! Una cosa, cioè, assolutamente inutile e fatta solo per simpatia ideologica verso Mosca.
La circostanza sconcertante era che, a parlarmi così, non era una esponente delle classi latifondiste al potere; ma una donna di umile estrazione sociale e di modesta condizione finanziaria, tant’è vero che era venuta in Italia per lavorare. Si era insomma sull’orlo della guerra civile e, paradossalmente, l’intervento militare limitò i danni, anche se ad un prezzo inaccettabile e ripugnante per la coscienza.
E così mi fu rivelato il lato oscuro e scioccante di ogni evento storico: nulla rifulge totalmente di luce, niente si svolge in maniera lineare, la ragione ed il torto non si dividono nettamente, ma si mischiano e si contaminano a vicenda, specialmente se a soffiare sul fuoco delle contrapposizioni ci sono superpotenze straniere limitrofe. E, come per ogni guerra, la propaganda imperversa e fa della verità la prima vittima.”

(Massimo Coppa Zenari)

Ecco l’articolo nella sua integrità:

http://blog.libero.it/massimocoppa/12353546.html

Federico Bernardini

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