J’accuse!

“L’Italia è un paese marcio, senza più speranze. Una democrazia che ha varcato la soglia del non ritorno della corruzione e del crimine.

Vano ogni tentativo di salvarla coi mezzi propri della democrazia e altrettanto vano il tentativo di farlo con quelli di una protesta cieca e violenta che finisce per fare il gioco del potere corrotto, in tutte le sue forme.

Ma soprattutto vano il tentativo di sottrarsi al giogo dei poteri sovranazionali e dei loro manutengoli, il cui scopo è quello di privare gli stati della loro sovranità e di renderli servi di un’entità senza nome e senza volto… ma non per coloro che hanno occhi.

Occorrerebbero una mutazione antropologica, un processo che richiederebbe millenni, o una drastica “purificazione”, ma chi e come, in Italia, è oggi in grado di innescare il fuoco della diakosmesis e di ricostruire sulle ceneri? Nessuno, io credo, e quello che ci resta, almeno a coloro che ancora la posseggono, è solo l’eroica difesa della propria dignità”.

Io so

“Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero”. (Pier Paolo Pasolini, Corriere della Sera, 14 novembre 1974)

Federico Bernardini

Illustrazioni tratte da Google immagini

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