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Così scrive Salvatore Tola nella presentazione del volume “Contos in duas limbas” (http://www.librisardi.it/autore.php?id_autore=878) di Daniela Murru:

“Come altri scrittori di Sardegna, Daniela Murru ha fatto il suo primo tirocinio con la poesia, sia in sardo che in italiano. In un secondo tempo è venuta l’esigenza di distendere il discorso e la narrazione in testi più ampi, ed è seguito così il passaggio alla prosa.

Anche in questo caso l’Autrice, che pure provvede alla prima stesura in sardo,  usa indifferentemente anche l’italiano, così che i suoi racconti sono autenticamente bilingui.

Il suo sardo è quello nitido e forte della Sardegna interna, ma l’originaria durezza della pronuncia è mitigata dalla musicalità dettata dalla lunga consuetudine con il verso; mentre il suo italiano, sobrio e semplice ma efficace, risente anch’esso, oltre che dell’attività poetica, del fatto di essere stato praticato dall’Autrice sin dai primi anni dell’infanzia.

La materia della narrazione è attinta dalla memoria familiare e di villaggio – il riferimento è chiaramente a Orani  (http://www.orani.it/), paese nativo della Murru,  e compaiono aspetti tipici della società e della storia sarda; ma la ricerca di una “Tipicità” isolana si attenua per la preoccupazione  – derivata forse dalla sua lontananza di emigrata e dal conseguente allargarsi dei suoi orizzonti culturali – di portare anche le vicende più piccole e particolari sul piano di una comprensione e condivisione più generali.

Vengono così ad unirsi in questi racconti due elementi che contribuiscono a rafforzarne ulteriormente la validità: la partecipazione emotiva e personale da un lato (alcune storie sono addirittura autobiografiche) e dall’altra la capacità di proiettare gli oggetti del racconto verso un ventaglio molto largo di lettori.

La raccolta comprende quindici racconti con versione sarda e italiana a fronte.

Apre il volume ”Agustinu” il testo per il quale l’Autrice ha ottenuto la segnalazione speciale della Giuria al Premio Ozieri di letteratura sarda del 1997: racconta di uno straniero che, giunto nel paese, si inserisce a modo suo, e trova un suo ruolo, all’interno della comunità, ma poi scompare misteriosamente, forse per uno di quei fenomeni di pietrificazione di cui tanto parlano le leggende isolane.

http://www.circolosardegna.nl/SARDEGNA%20PICS/pages/Roccia%20dell%20Elefante%20Sardinie_jpg.htm

Altri racconti tra quelli che seguono, come “La fattura” e “Il segreto di Diego”, attingono ugualmente – ma sempre soltanto in parte – a questo patrimonio di storie e credenze, mentre altri si collocano sul piano di una sorta di “realismo storico”: ad esempio “Il prete”, dove sono descritte con la necessaria crudezza le violenze legate al fascismo che si potevano registrare in un piccolo e sperduto centro dell’interno sardo.

Altri ancora, come “Carnevale”, sono legati più direttamente all’esperienza personale, ma non senza riferimenti agli effetti causati dai dislivelli sociali e dalle imposizioni da parte delle autorità.

Nel complesso l’opera della Murru si pone come lodevole contributo alla elaborazione, di cui si sente vivamente il bisogno, di una prosa sarda che parta dalla lingua sarda e non trascuri la cultura locale, ma che dall’altro si proponga validamente per una diffusione tra un pubblico ampio, anche non sardo-parlante”.

Note biografiche

Daniela Murru, scrittrice e poetessa, è nata a Orani (Nu) nel 1922. Ha lasciato la Sardegna in giovane età e, da 40 anni, vive a Guidonia-Montecelio (Roma).

Nel 2000, per i tipi delle “Edizioni tas Sassari”, ha pubblicato il volume di racconti “Contos in duas limbas”. Le sue poesie, in lingua e in dialetto, sono state pubblicate su numerose antologie, giornali e riviste letterarie e le hanno valso prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali, come il Premio Europeo del Cepac (Comitato Europeo Arte e Cultura) nel 1979 e il Premio Ciac Italia per la Poesia nel 1982.

Nel 1973 è stata chiamata a far parte del corpo accademico dell’Accademia del Mediterraneo e dal 2000 è Accademica Benemerita dell’Accademia Normanna. http://www.normanacademy.it/norman.htm

Numerosi i premi ricevuti in concorsi letterari nazionali e internazionali; fra questi il I premio assoluto al “Gran Premio Nazionale di Poesia Dialettale Nino Martoglio”,  nel 1973, due primi premi, un premio speciale della giuria e un diploma di fuori concorso al Premio di Poesia Sarda “Città di Ozieri” (http://www.regione.sardegna.it/messaggero/1998_febbraio_16.pdf) e la menzione d’onore al Premio Nazionale di Poesia Dialettale “Valente Faustini” nel 1980. Numerosi i premi minori e le segnalazioni.

Per la prosa ha ricevuto la Coppa  del Messaggero Sardo in occasione della XL edizione del premio “Città di Ozieri” nel 1997.

Federico Bernardini 

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