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Lo so, come al solito sto scrivendo qualcosa di controcorrente.

Questa volta contro l’istituzione della giornata sul femminicidio.

Un delitto è un delitto, la violenza (fisica, verbale, psicologica…) è violenza. SEMPRE.

Queste giornate “rituali” mi fanno venire in mente la giornata dei defunti, il giorno degli innamorati, la festa della mamma o del papà o la festa delle donne…

Nella migliore delle ipotesi finiscono con il diventare eventi commerciali durante i quali raddoppiare le vendite di fiori, cioccolatini, gadget vari e riempire ristoranti, locali e dare la stura ad una serie di attività (alcune delle quali veramente volgari e deplorevoli come le corse agli strip maschili).

I defunti, gli innamorati, le mamme, i papà, le donne ci sono sempre e sono importanti sempre… non solo in una giornata per poi dimenticarsene ipocritamente.

Il femminicidio è senz’altro un grave problema sopratutto culturale, sia per i maschi che debbono imparare a rispettare le donne, sia per le donne stesse che debbono imparare a rispettarsi e a farsi rispettare.

Troppo spesso ho sentito amiche o conoscenti che giustificavano aggressioni fisiche o verbali con frasi come: “Ma lui fa così perché mi vuole bene” “In fondo se è geloso è perché mi ama” “Va così fuori di testa perché io per lui sono importante” e altre frasi similari… Così come ho sentito troppo spesso altre donne giudicare e tagliare i panni addosso a loro simili quasi che se le meritassero…

Invece un uomo violento è semplicemente un violento e se si sta zitte a prenderle una volta, poi le si prende sempre e molto spesso con un’escalation sempre più brutale. Non lo dico solo io, lo dimostrano fior di statistiche e di episodi avvenuti.

Per l’uomo è più semplice chiudere le discussioni con un’aggressione fisica, vuoi per indubbia superiorità in quel campo, vuoi per manifesta incapacità dialettica…Gli uomini non amano parlare, sopratutto dei loro sentimenti e della loro parte emotiva…

Voglio anche però spezzare una lancia in loro favore: nella mia vita ho visto anche tanta violenza psicologica perpetrata da certe donne nei confronti dei loro partner. Violenza di cui si parla meno perché apparentemente non lascia cadaveri sul campo. Ma ce n’è parecchia: vessazioni, falsità, rimbrotti continui, ricatti morali, figli spesso branditi come armi per colpire il nemico…Tutto ciò crea uomini sconfitti, schiacciati e con poca autostima che a volte possono anche trasformarsi in pericolose pentole a pressione pronte a scoppiare…

Quindi impariamo a rispettarci a vicenda sempre e non un giorno all’anno!

Cinzia Curti

Illustrazione tratta da Google immagini

 

 

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