A Trieste nel 1914, dunque giusto cent’anni fa, nasce Manlio Cecovini, scrittore di varia esperienza culturale ed autore di romanzi e racconti legati perloppiù a Trieste e alle sue vicende. Muore invece a Verona, dov’era nato, Francesco Cipolla, fratello dello storico Carlo. Ispettore agli scavi e ai monumenti, fu autore di traduzioni dai greci, dai latini e dai lirici tedeschi moderni. A lui si devono anche alcuni saggi sulla “Divina Commedia”, dissertazioni di storia naturale e morale e componimenti poetici, in italiano e dialetto veronese. A Roma nel 1914 muore Arturo Colautti (era nato a Zara nel 1851). Già direttore del “Corriere del mattino” e del “Corriere di Napoli”, aveva fornito nel romanzo “Il figlio” una viva rappresentazione del mondo parlamentare romano di fine Ottocento.

Sempre a Roma escono le “Rime d’autunno” di Giovanni Alfredo Cesareo, poeta e critico siciliano per vario tempo dedicatosi al giornalismo. Si pubblica inoltre “Una visita a Beethoven”, novella di Wagner tradotta e curata dal poeta Giovanni Costanzi, che la dedica “con immutabile animo fraterno” all’amico lontano Emirto de Lima. La stessa novella verrà tradotta anni dopo da Marco Marzollo, bella figura di medico scrittore ed umanista particolarmente apprezzata dall’amico  Attilio Mazza (“Era un’enciclopedia!”, ricorda).

Nelle poesie inedite raccolte e pubblicate postume dal genero Natali col titolo “Limpida vena” (l’introduzione è dello Sciacca), Giuseppe Aurelio Costanzo dà invece vita ad una celebrazione spiritualistica della vita e dell’arte, scettico ormai su ogni possibilità di progresso storico e sociale. “Carmela” è un dramma sul problema del matrimonio, che Aniello Costagliola imposta nei modi del teatro verista. Con “Il nazionalismo italiano” Enrico Corradini, scrittore e politico, propone una meditazione politica con ogni evidenza nata dalla lezione dannunziana. Ne scrive, in quello stesso anno, l’Occhini per un editore romano.

Ernesto Codignola nel 1914 insegna nelle scuole medie, dove ha modo di studiare la struttura della scuola italiana, orientandosi per la riforma scolastica che elaborerà tra il 1917 e il 1919. Anche il pubblicista Eugenio Checchi è nel mondo della scuola: quell’anno, infatti, insegna lettere in un istituto tecnico romano.

Questo ed altro accadde nel 1914, giusto cent’anni fa.

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Ruggero Morghen

Illustrazioni:

I – 28 giugno 1914, il giorno che cambierà la storia del mondo. Gavrilo Princip uccide l’Arciduca d’Austria Francesco Ferdinando, è l’inizio della I Guerra Mondiale, finisce la Belle Époque e comincia il Secolo Breve.

II – La copertina di un’opera di Eugenio Checchi

 

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