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Se ne parla poco, dopo il grande clamore suscitato dalla pubblicazione del Codice da Vinci, di Angeli e Demoni e dall’uscita dei due film ispirati agli omonimi romanzi.

Dalla fase esplosiva siamo passati a quella diffusiva, ancor più pericolosa, perché, cessati il clamore e le contestazioni intorno a queste opere mediocri e prive di qualunque rispetto per la verità storica, esse continuano ad avere larga diffusione e largo credito presso un pubblico sprovveduto e credulone.

Non dobbiamo abbassare la guardia, dunque, di fronte a queste perniciose espressioni di sottocultura, nei confronti delle quali, come direbbe Rino Cammilleri, dobbiamo ricorrere agli antidoti nella fase acuta e, successivamente, a periodiche dosi di richiamo.

Gli autori dell’inganno hanno avuto buon gioco grazie a due potenti alleati: la mancanza d’informazione di gran parte del pubblico, che poco o nulla sa di storia, soprattutto quella del Cristianesimo, e la sua propensione ad accettare acriticamente la “Leggenda Nera” di una Chiesa criminale, diffusa già in età illuministica, ripresa con vigore dal pensiero marxista e positivista e fatta propria dai suoi epigoni, come il professor Odifreddi, la cui fama è legata più che al suo valore di matematico, alle sue apparizioni televisive e a certe esternazioni, che lo qualificano per quello che è, come quando afferma che i cristiani sono dei “letterali” cretini.

Facile prendersela con chi da tempo ha rinunciato a difendersi e quasi si vergogna di professare la sua fede. Vorrei sapere se l’illustre professore avrebbe il coraggio di sfottere gli islamici e di trascorrere il resto dei suoi giorni rintanato come una bestia, per scampare alla fatwa emanata da un qualunque dottore della legge coranica.

La stessa cosa vorrei sapere da Brown e da quanti hanno sfruttato la sua idea balorda. Se fossero sinceri ci risponderebbero che a infangare la figura di Cristo, la Chiesa cattolica e l’Opus Dei non si rischia nulla, anzi si ha un gran successo e si guadagna un sacco di soldi. Non ci pensano neanche a raccontare simili fandonie sul conto di Allah, del profeta Mohamed o di Hassan Rouhani. Altro che successo, altro che soldi ne avrebbero in cambio! Sarebbe uno scandalo internazionale (bastano due vignette per scatenare un putiferio) e quasi unanime sarebbe la riprovazione dell’opinione pubblica, degli organi di stampa e degli ambienti politicamente corretti. Questa è l’ennesima prova, come afferma il sociologo Philip Jenkins, che in una società che ripudia ogni forma di pregiudizio, da quello sociale a quello razziale a quello religioso, l’ultimo pregiudizio accettabile è l’anti-cattolicesimo.

L’idea che Gesù Cristo e Maria Maddalena abbiano dato luogo a una discendenza è semplicemente demenziale e non trova riscontro in alcuna fonte attendibile. In quanto al Priorato di Sion, che è realmente esistito e si è estinto da secoli, non ha niente a che fare con una presunta società segreta votata alla protezione del “Sang Real” e cioè il Santo Graal inteso come il sangue di Cristo trasmesso ai suoi discendenti. Anche a tale proposito, le fonti attendibili sono univoche nel ritenere prive di fondamento, poiché basate su leggende o su vere e proprie mistificazioni, le tesi proposte da Brown.

Chi volesse prendersi la briga di documentarsi e di approfondire la conoscenza di tali argomenti, senza affrontare la lettura di testi specialistici, può consultare uno dei numerosi siti internet che si occupano della faccenda, ottimo quello del CESNUR di Massimo Introvigne. http://www.cesnur.org/2005/mi_02_03.htm

In quanto all’Opus Dei, poi, ne sono state dette di tutti i colori, e qualcuna sarà anche vera, ma da qui a credere che si tratti di un’associazione a delinquere, dedita all’assassinio e alla conservazione di orrendi segreti, la cui rivelazione porterebbe al dissolvimento della fede cattolica, il passo è un po’ azzardato.

Ciò nonostante, in una nota introduttiva al Codice, l’autore sostiene che: “Tutte le descrizioni di documenti e rituali segreti contenuti in questo romanzo rispecchiano la realtà”. Ma le uniche realtà su cui si basa Dan Brown sono rappresentate dal mito di Rennes-le-Chateau e dell’abate Saunière, che avrebbe scoperto, nella cripta della sua chiesa, oltre a un favoloso tesoro, le prove del connubio fra Cristo e la Maddalena, e dalle farneticazioni di un noto esoterista e imbroglione come Pierre Plantard che, a metà del secolo scorso, si spacciava per Gran Maestro del Priorato di Sion e discendente diretto di Gesù Cristo. Lo stesso Plantard avrebbe poi smascherato se stesso smentendo tali affermazioni.

Che dire, infine, dei documenti “ritrovati” nel 1975 nella Biblioteca Nazionale si Parigi? Si trattava solo di falsi, introdotti fraudolentemente da Plantard e dai suoi complici nella biblioteca, come ha confessato il suo autore, Philippe de Cherisey, poco prima di morire.

Federico Bernardini

Illustrazione: Maria Maddalena (Guercino), fonte  http://it.wikipedia.org/wiki/File:Guercino_-_maddalena.jpg

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