La baronessa Teresa Cordopatri Capece, la nobildonna calabrese che sfidò il clan Mammoliti e fu tradita dallo stato italiano.
Nell’ottobre del 1990, dopo che ella aveva invano denunciato alle autorità i tentativi della ‘ndrangheta di impossessarsi con la violenza degli uliveti di famiglia, i sicari dei Mammoliti feriscono gravemente lei e suo fratello Antonio, che verrà poi assassinato l’anno seguente.
Affrontato il processo con ferrea volontà e indomito coraggio, riesce infine a ottenere giustizia, ma non è in grado di pagare le tasse di successione dei terreni che erano stati amministrati dalla ‘ndrangheta. Così ripagata dalla cieca burocrazia dello stato… la stessa che oggi condanna decine di imprenditori al suicidio, inizia, per protesta, uno sciopero della fame.

Nel 1965 il Capitano di Vascello Agostino Straulino assunse il comando della nave più bella del mondo: l’Amerigo Vespucci.
Eroe di guerra e campione olimpico, è ancora ricordato per alcune imprese leggendarie al comando della Nave Scuola della Marina Militare Italiana. Sbalorditiva la sua uscita a vele spiegate dal porto di Taranto, che gli valse due lettere da parte dell’Ammiragliato: la prima di encomio per la sua ineguagliabile perizia marinaresca e la seconda che gli comunicava i dieci giorni di arresto che gli erano stati inflitti per aver violato il regolamento. Ma a me piace ricordare, soprattutto, la sua risalita del Tamigi, sempre a vele spiegate, fino a Londra. Una lezione di marineria agli orgogliosi Inglesi, che ancora ricordavano quando, al comando di un corpo d’assalto Gamma, aveva fatto veder loro i sorci verdi nella rada di Gibilterra.

Amedeo Guillet “Cummandar es Sciaitan” (Il Comandante Diavolo). A guerra ormai persa, al comando di un manipolo di irregolari, tenne gagliardamente testa, in Africa Settentrionale, agli Inglesi, guadagnandosi l’ammirazione e il rispetto del nemico… il nostro Lawrence.

“Se, invece dell’Italia, Guillet avesse avuto alle spalle l’impero inglese, sarebbe diventato un secondo Lawrence. È invece soltanto un Generale, sia pure decorato di medaglia d’oro, che ora vive in Irlanda, perché lì può continuare ad allevare cavalli e (a quasi novant’anni) montarli. Quando cade e si rompe qualche altro osso (non ne ha più uno sano), mi telefona…”

Federico Bernardini

Illustrazioni tratte da Google immagini

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