A Milano, nel 1914, esce “Il libro dei paesi incantati” di Salvatore Farina, scrittore sardo stabilitosi a Milano per esercitarvi giornalismo, critica e attività letteraria. Narratore fecondissimo, proprio nel capoluogo lombardo Farina strinse amicizia con alcuni poeti e scrittori della Scapigliatura, tra cui Tarchetti (di cui pubblicò il romanzo postumo “Fosca”).

Nello stesso anno escono, di Salvatore Di Giacomo, le “Luci ed ombre napoletane” e le “Novelle napoletane”. A Catania, invece, si pubblica la “Critica del concetto di cultura” di Guido De Ruggiero, storico e filosofo napoletano. Sempre in Sicilia, ma a Palermo, nasce la scrittrice Livia De Stefani, che ancora bambina collaborerà al “Giornalino della domenica” di Fanciulli, per poi esprimersi nei romanzi, e in racconti e poesie. Proprio nel capoluogo siciliano ecco apparire “Gloria di sole” di Onorato Fava, romanziere verista appartenente al gruppo dei meridionalisti sorto a Napoli tra il 1880 e il ’90.

Francesco Flamini, critico bergamasco allievo di D’Antona, pubblica frattanto uno studio su “L’anima e l’arte di Giosue Carducci”. È del 1914 anche “Ponti sull’oceano” di Luciano Folgore, poeta romano che aderì al futurismo e collaborò alle riviste di avanguardia “Lacerba” e “La voce” di De Robertis, producendosi inoltre in alcune garbate parodie dei poeti a lui contemporanei.

Ugo Fleres dirige a Roma la galleria d’arte moderna, mentre Gino Doria esercita nell’America del Sud l’attività di giornalista. Tornato in Italia, collaborerà come critico teatrale al “Giornale della sera” di Napoli, divenendo in seguito redattore del “Giorno” di Matilde Serao. Il torinese Giovanni Ferretti si laurea in filosofia, dopo essersi laureato in lettere nel 1906; l’anno seguente diverrà libero docente di letteratura italiana

Questo ed altro accadde nel 1914, giusto cent’anni fa.

Ruggero Morghen

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