A Napoleone piacevano gli odori e i sapori forti. Si narra che tra una campagna e l’altra, prima di far ritorno da Giuseppina, si facesse precedere da un messaggio col quale le raccomandava di non lavarsi più fino al momento dell’incontro.

Anche Vittorio Emanuele II, il Padre della Patria, amava il “profumo di donna” e raccomandava alla “Bela Rusin” di non lavarsi prima di un incontro intimo.

Entrambi avrebbero perso la testa per Marilyn, che notoriamente non amava acqua e sapone, ragione per la quale, nel 1948, fu abbandonata dal produttore Howard Hughes, che evidentemente non aveva gusti imperiali e neanche regali. Nelle sue memorie, una domestica dell’attrice racconta che aveva un gran da fare durante i giorni del ciclo, perché Marilyn non usava gli assorbenti e lasciava ovunque le sue “tracce”.

Ma pare anche che certe donne famose approvino il detto “L’omo ha da puzzà”. Secondo  la pia Claudia Koll l’odore del maschio deve essere forte e aspro, mentre Alba Parietti sostiene che l’ uomo deve avere l’odore meraviglioso di un cavallo di razza dopo una corsa.

Tornando a Napoleone pare che, nonostante la sua meritata fama di amante focoso, fosse mini dotato. Lo sostiene il professor John F. Lattimer, che nel 1999 si aggiudicò ad un’asta il membro dell’imperatore per 4.000 dollari. Il reperto, fino allora di proprietà degli eredi di Angelo Paolo Vignali, che fu suo cappellano a Sant’Elena, misurerebbe poco più di 4 centimetri in stato di riposo e secondo Lattimer che era urologo di professione, non avrebbe raggiunto gli 8 in erezione. Coraggio, dunque, una Maria Walewska è alla portata di tutti… a patto di chiamarsi Napoleone Bonaparte.

Federico Bernardini

Illustrazione tratta da Google immagini

 

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