“Ricordatelo: quello di una banana non è mai un suicidio… siamo noi gli assassini!”

Io ho una mente razionale e ogni volta che rinvengo i miseri resti di una tazzina, di un bicchiere, di una ciriola o di una banana in avanzato stato di decomposizione so bene che la loro fine non possa essere addebitata né ai fantasmi né agli alieni.

E non prendetevela con le vostre mogli o con le persone di servizio, loro sono sempre incolpevoli

La triste verità è che sempre più di frequente queste sventurate creature, queste amorevoli compagne, si tolgono la vita a causa della nostra disattenzione, della nostra mancanza di affetto… ricordatelo ogni volta che una tazzina fumante di caffè vi inebria col suo profumo o una banana adolescente o un croissant appena sfornato vi sorridono, gravidi di promesse.

E che dire dei calzini separati, dei calzini scomparsi, altra piaga dolorosa degli anni bui in cui abbiamo la ventura di vivere?

Casi assai frequenti, molto più frequenti di quelli che avvengono tra noi umani che pure, di nostra volontà, ci separiamo sempre più spesso e sempre più spesso spariamo senza lasciare alcuna traccia.

I calzini no, non lo fanno mai di loro volontà, sono nati per amarsi e restare uniti… fino all’ultimo buco.

Non fanno notizia, nessuno parlerà mai di loro in programmi come “Chi l’ha visto?” che si impegnano ossessivamente nella ricerca di chi magari ha semplicemente tagliato la corda per scampare a una Santippe o a una megera di suocera e chiede soltanto di essere lasciato in pace.

Fra le tante giornate dedicate, che  si sgranano ormai senza soluzione di continuità, propongo di istituire quella del calzino scomparso.

Federico Bernardini

Illustrazioni tratte da Google immagini

 

 

 

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