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Ed or non c’è più

“Ho imparato a conoscere e ad amare il calcio da piccola: mio padre era cronista sportivo de “Il Tirreno” e mi portava con lui in tribuna stampa quando la Carrarese giocava in casa. Mia madre mi faceva spesso la coda di cavallo e io, per andare alle partite, pretendevo che me la legasse con un nastro giallo azzurro, che non esisteva, così lei cucì due nastri assieme. Mi piaceva molto, prima di tutto essere con mio padre e poi “giocare alla giornalista”. Lui mi metteva un foglio davanti e io prendevo appunti, senza saper scrivere… però se mi domandava qualcosa sapevo rispondere con precisione, tipo:”Ammonito il tale, ha segnato l’11, etc.”

Una volta mi portò in trasferta a San Giovanni Valdarno. Un’avventura! Il treno, mio padre, uno stadio diverso… avrò avuto sì e no se anni, ma ricordo tutto.

Poi arrivò l’adolescenza e si andava a vedere la partita (le donne pagavano gratis) con le amiche.

Era la Carrarese di Bertolini, Lombardi, Fiorentini, Palermo… e altri che non ricordo.

Cercavamo sempre di essere vicine alla “Veleno”, una signora vera, che si trasformava letteralmente durante le partite… c’era da morire dal ridere.

Da adulta ho lavorato per molti anni alla Lega Calcio Uisp. Campionato Amatori, Campionati dei ragazzini…

Gli amatori si facevano direttamente la doccia al campo, appena usciti dal lavoro, pur di tirare due calci al pallone tra i sassi della Fossa dei Leoni.

Ed era festa grande quando, per le finali, si riusciva ad ottenere lo stadio: non ce la facevano a correre per tutto il campo, perché la Fossa è molto più piccola, ma erano felici lo stesso.

Ricordo una finale di “Coppa dell’Unità”, i segnalinee erano i nipoti dell’allora sindaco, che venne a vedere più loro che la partita, ovviamente. Giocavano Ina Assitalia contro Nuovi Cantieri Apuania. Mio padre, mio marito, io e mio figlio, piccolissimo, fummo raggiunti dal sindaco. Si sedette accanto a noi, si guardò un po’ in giro e poi chiese: “Per chi si tifa?” Mio figlio, pronto: “Ma per gli operai!” E il sindaco a mio padre: “T’ l’à tirat su ben ‘l ninin!” Gli operai persero.

Questo è per me il calcio: passione. E tutto il marcio che ci sta intorno non lo concepisco.

Amen”.

Michela Viti

Immagini:

I – Formazione della Carrarese  vincitrice della Coppa Italia Serie C nel 1983

II  – Michela Viti da bambina

 

 

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