Si racconta che durante il regno di Federico II vivesse in Sicilia un marinaio, di origine messinese, capace di nuotare come un pesce e di rimanere a lungo in apnea a grandi profondità.

La sua fama giunse agli orecchi dell’Imperatore, che volle metterlo alla prova ordinandogli di recuperare vari oggetti dal fondo del mare. Durante una delle sue immersioni Cola Pesce scoprì che la Sicilia si reggeva su tre grandi pilastri, uno dei quali era corroso a tal punto da far temere il cedimento e l’inabissamento dell’Isola.

Da allora egli è lì, sul fondo del mare, a sorreggere quel pilastro e la Sicilia, che su di esso poggia.

Una sorta di Atlante subacqueo, che a partire dal XII secolo (alcuni autori lo collocano sotto il regno di Ruggero II) ha ispirato poeti, pittori e musicisti, fino ai giorni nostri.

Così canta Giovanni Meli:

“Conusciutu è in Sicilia l’anticu
nomu di Cola Pisci, anfibbiu natu
sutta di lu secunnu Fidiricu.
Omu in sustanza ben propurziunatu,
pisci pri l’attributu singulari
di stari a funnu cu li pisci in mari”.

Otello Profazio gli ha dedicato una famosa ballata

http://www.youtube.com/watch?v=LodI6NQykFw

Nell’immagine lo vediamo  raffigurato in un affresco di Renato Guttuso che adorna il teatro Vittorio Emanuele di Messina.

Federico Bernardini

 

 

 

 

 

 

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