Già a partire dal XVII secolo, le coste del Mediterraneo, quelle greche e soprattutto quelle italiane, furono una tappa obbligata del “Grand Tour”, che in quei luoghi, generalmente, si concludeva.
Un’esperienza culturale e umana formativa per i rampolli dell’aristocrazia e della ricca borghesia europea, ma anche, come diremmo oggi, un’occasione di “turismo sessuale”.
Ne sono testimonianza le immagini fotografiche dell’Otto-Novecento che immortalano le esperienze italiane di artisti, intellettuali e magnati tedeschi, spesso omosessuali, alla ricerca di un classico ideale di bellezza.
Oggetto delle loro attenzioni erano soprattutto gli adolescenti di classe proletaria e sottoproletaria, che in cambio di somme di danaro o di doni modesti, posavano per loro nudi e spesso non si sottraevano alle loro richieste di prestazioni sessuali. Soprattutto Sicilia e Campania erano i luoghi deputati a tale commercio.
Un gran numero di immagini è giunto sino a noi e la maggior parte di esse consiste in nudi integrali in cui vediamo esposti gli organi genitali… quelle che pubblico sono, per ovvie ragioni, tra le più castigate.
La prima, che rappresenta un giovanissimo suonatore di flauto con corona di fiori, di chiara ispirazione classica, è datata intorno agli anni ’80 del XIX secolo ed è del barone Wilhelm von Gloeden. Il luogo è Taormina, la cui fama di località turistica, grazie al barone, ha origine proprio in quegli anni.
La seconda, più recente, probabilmente dei primi del Novecento, è di Wilhelm von Plüschow.
Ma altri e più illustri personaggi, esponenti della cultura e dell’industria tedesche, scelsero le più incantevoli località meridionali, come novelli Tiberio, per trascorrervi i loro “otia”.
Il più noto fra tutti è certamente Friedrich Alfred Krupp, il magnate delle acciaierie tedesche, che soggiornò lungamente a Capri, conducendovi vita così “scandalosa” da esserne espulso nel 1902, anche a causa della violenta campagna di stampa scatenata contro di lui da Matilde Serao.
A Capri ancora si favoleggia dei suoi festini gay e delle pallottole d’oro massiccio di cui si dice facesse dono ai suoi  pupilli.
Un caso particolare è poi quello di Max Leopold Wagner, l’insigne etnologo e filologo, fondatore della linguistica sarda, che nei primi decenni del Novecento soggiornò a luogo nell’isola per ragioni di studio.
Ma, oltre all’idioma, anch’egli era fatalmente attratto dai giovani pastori e contadini, nelle cui fisionomie ravvisava forse le tracce delle antiche genti mediterranee… passioni, fomentate dalle sirene della carne e del mito.

Federico Bernardini                                                             

 

 

 

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