A chi mi chiedeva: “Dove sei stata angelo biondo?” (così mi chiamavano in ospedale) io rispondevo: ”Su una cima blu… in Paradiso”. (Cimablu) 

Nel corso di una lunga attività pubblicistica, mi è capitato sovente di scrivere prefazioni e recensioni di libri. Un lavoro professionale, fatto con distacco e senza troppa fatica e, ad esser sincero, più per celebrare la mia consumata abilità che per mettere in evidenza i pregi e i difetti degli autori… sono convinto che quasi tutti si comportino in tal modo, anche se non credo siano disposti ad ammetterlo. Chi scrive, di qualunque cosa e di chiunque, lo fa soprattutto per piacere a se stesso e a chi legge e in ciò, in fondo, non vi è nulla di male.

In questo caso è diverso: chi è stato sfiorato dal vento dell’ala di un “Angelo Biondo” non può scriverne con la penna del critico, ma ha il dovere di farlo con la sincerità e la sapienza del cuore. Qualcuno arriccerà in naso? dirà che non sono professionale?… Pazienza.

Quand’ero al ginnasio, dopo averci letto un sonetto di Vittoria Colonna, il professore di lettere ci disse: “Basta un pugno di questi versi per fare una grande poetessa”. Ed io, rileggendo le poche rime che nel corso di una breve e felice stagione Cimablu mi inviò per pubblicarle sul mio blog, posso dire altrettanto: “Basta questo pugno di liriche per fare di Cimablu una grande poetessa”.

Una lirica delicata, squisita, che ha accarezzato le nostre anime come un dono del cielo, avvolgendoci nell’aura di purezza e di bellezza che da essa promanava. Con questo spirito io e i lettori del blog attendevamo “La Poesia di Cimablu” e il giorno della pubblicazione i loro commenti erano quelli di chi non solo avesse provato un profondo godimento estetico, ma fosse stato compartecipe di una profonda esperienza spirituale.

Una poesia “Sublime”, per citare il mio amato Maestro Kant, fonte di piacere estetico e di elevazione spirituale, capace di avvicinarci alla dimensione metafisica del “καλὸς καὶ ἀγαθός” (bello e buono) di Plotino.

Cimablu, come solo i grandi poeti, quelli toccati dalla Grazia, quelli che hanno avuto il privilegio di contemplare altre dimensioni, sanno fare, non solo possiede uno stile unico e inconfondibile, ma è capace di creare atmosfere avvolgenti, che proiettano il lettore in una dimensione altra. Un vero atto creativo, che esalta l’intimo significato del termine “Poesia” e attraverso il quale la parola si veste di significati nuovi. Una parola “Scavata nella vita come un abisso”, come direbbe Ungaretti, e che da quell’abisso emerge trionfante, portatrice di una luce che si proietta in una dimensione escatologica.

E come un fascio di luce la poesia di Cimablu ci ha attraversati, illuminando le nostre coscienze e aiutandoci a trovare, attraverso la bellezza, verità nascoste, a volte insospettabili, e facendo di noi persone migliori… quasi il dono di chi fosse venuto tra noi per compiere una missione e poi andarsene discretamente, con un lieve cenno di saluto, lasciandoci il profumo e il sapore di una promessa.

Ci lasci una grande ricchezza, Cimablu, un pugno di versi che fanno di te una grande poetessa, e di noi, che abbiamo avuto il privilegio di essere sfiorati dal vento della tua ala, uomini e donne che rileggendo quei versi potranno ogni volta ravvivare la fiammella della bellezza e della speranza in una dimensione altra che hai acceso nei nostri cuori.

“Te lo prometto… sarò custode della tua poesia”. ( C )

 https://lurlodimunch.wordpress.com//?s=Cimablu&search=Vai

Federico Bernardini

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