Adrenalina

Di Sonia Maioli   E’ sicuramente la droga più potente e a buon mercato che possiamo avere a disposizione. Autoprodotta, in caso di bisogno, diventa più indispensabile e meglio reperibile di tutte le altre.

Lo sanno bene i “viziosi”, quelli che vanno a cercare l’adrenalina ovunque.

Chi pratica sport estremi, rischiando ogni volta la vita, non lo fa solo per il gusto del record o della soglia ultima del pericolo.

Una grossa dismissione di questa sostanza è dimostrata in questi casi.

Anche i giocatori, i seduttori, altre categorie di compulsivi, forse tutte, anche i collezionisti ne sanno molto. Ne restano soggiogati, dipendenti, assuefatti dalla tolleranza alla stessa sostanza che si sviluppa nel tempo.

Poco importa perdere, il giocatore sa che il sostegno arriverà e, più forte è la paura di perdere, più alta sarà la quantità di adrenalina che verrà messa in circolo.

Il seduttore compulsivo ha lo stesso meccanismo, non può esimersi dal guardarsi intorno, cercare il volto, gli occhi, di chi sarà connivente a procurargli la prossima dose.

Poco importa chi, giovane, vecchio o vecchia, bambino, un pubblico, qualunque esso sia.

Un traditore che ha assaggiato il dolce gusto della droga che il tradimento provoca, non saprà farne a meno, ritornerà, prima o poi, a cercarla alla facile fonte.

Un attore di teatro conosce la stanchezza che gli cala addosso appena sceso dal palcoscenico. La conosco bene anche io.

Il mio lavoro è stressante, richiede una dose importante di energia, di forza, spesso anche di coraggio. L’adrenalina supporta tutte queste richieste e la senti arrivare, sostenerti e aiutarti.

La consapevolezza viene ogni volta che, finito il turno di lavoro, tutto diventa faticoso, anche arrivare alla macchina, pochi metri di cammino.

Ma non possiamo farne a meno.

Una volta provata, si cercheranno occasioni per produrne di nuova e di più.

Dovrò pensare a qualcosa per il tempo della pensione!

Nell’immagine la molecola dell’adrenalina.

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