Preferenze sì, preferenze no. Uno dei tormentoni dell’estate; una volta c’erano le canzonette, tanto per distrarci dalle cose serie. Qui la gente fa la fila alle mense della Caritas… gli immigrati clandestini no, godono del diritto di precedenza, e si ammazza, mentre la grassa oligarchia politica e i suoi compari continuano a sguazzare nei loro privilegi, come i porci nel fango, e ad ammannirci i loro buoni propositi e i loro buoni sentimenti, prima fra tutti l’ineffabile Boldrini… Quousque tandem?

Pare che la soluzione di tutti i problemi sia rappresentata dalla riforma del Senato, del Titolo V della Costituzione e della legge elettorale, semplici forme il cui cambiamento lascerà inalterata la sostanza. Il più infame degli inganni è rappresentato dalla questione delle preferenze, come se averle o no facesse qualche differenza. Cosa cambia tra il votare una lista di mascalzoni messi in fila dalle segreterie di partito e lo sceglierne uno di proprio gradimento?… Sempre mascalzoni rimangono.

Federico bernardini

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