Di Sonia Maioli   Il mio oculista è bravissimo, ha risolto i miei piccoli problemi.

Strabica, astigmatica, ipermetrope.

I miei occhi funzionano, come vogliono, singolarmente, anarchicamente.

Sono i miei non potrebbe essere diversamente.

Bastano due paia di occhiali e, voilà, il gioco è quasi fatto.

Però c’è altro da risolvere.

Il terzo occhio.

E’ lui il responsabile della visione distorta che spesso ho, di persone, di fatti, di cose, di rapporti.

Mi fa vedere il bello dove il bello non c’è, o ce n’è molto poco.

Intuire intelligenza, giusto intuibile, la poca che c’è.

Mostra alto chi alto non è, tanto che mi accartoccio su me stessa per essere all’altezza di chi, per la distorsione, mi pare alto, in molti sensi.

Qualcuno conosce un oculista specializzato in vista del terzo occhio?

Ne avrei urgenza.

Smetterei così di prendere granchi clamorosamente grossi, affezionarmi a idee, innamorarmi dell’amore, vedere potenziali inesistenti.

Potrei vuotare così il cassetto dei ma e dei forse, dei chissà e dei se.

Poco chiaro?

Strusciatevi in mezzo alla fronte, la visione sarà più facile.

Illustrazione tratta da Google immagini

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