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ROSA DI MAGGIO

“Quattordici anni… ed era primavera,

in quell’ottobre che tu rinverdivi

col sole del tuo corpo adolescente.

Fiorisci ancora, mia rosa di maggio,

 

nell’ombra che m’avvolge della sera.

Prima che il buio dell’inverno arrivi,

accendi ancora, mia stella d’oriente,

la luce di quei giorni col tuo raggio.

 

Risalirò per quelle antiche scale:

tu mi sarai daccanto, come allora,

vestita della casta tua bellezza,

 

e in un lucore d’aura mattinale

sorriderai per una volta ancora,

rosa di maggio, stella… giovinezza”.

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SONETTO ALLA MANIERA CREPUSCOLARE

“Rabeschi d’ombra l’autunno intesseva

con trasparenti, alabastrine dita;

la cerula pupilla rifletteva

iridescenze opaline, stupita.

 

L’alto silenzio dei colli rompeva

soltanto un fremito d’ala spaurita;

la terra uliginosa diffondeva

aspre fragranze nell’aria sfinita.

 

Forse del pallido ottobre il languore

la fronte casta ed altera increspava

o forse, la tua bella giovinezza,

 

crudo affliggeva un segreto dolore.

Il sole occiduo gemeva tristezza,

come in attesa, nel cielo ristava”.

 

Federico Bernardini

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