Di Ruggero Morghen   Nel 1714 nasce a Livorno Marco Coltellini. Come editore pubblicherà opere di Algarotti e Beccaria nonché la traduzione dell’Encyclopédie. Sarà inoltre autore di melodrammi e poeta drammatico alla corti di Vienna e Pietroburgo. A Grenoble nasce invece Étienne Bonnot de Condillac, caposcuola del sensismo settecentesco nonché membro delle Accademie di Francia e Berlino. A Matera ecco Emanuele Duni (morirà a Roma nel 1781), seguace di Vico sia per la filosofia del diritto sia per gli studi di storia romana, a cui applicherà proprio i principi della “Scienza nuova”. Del 1714 è anche Prospero Manara, di Borgo Taro, che tradurrà in terza rima le Egloghe e le Georgiche virgiliane, ma diverrà particolarmente noto per alcune liriche, tra cui un sonetto molto citato – Alle campagne – dedicato al giorno dei morti.

A Firenze, dov’era nato nel 1633, muore Antonio Magliabechi, bibliotecario di Cosimo III de’Medici: lascia una ricca biblioteca, aperta al pubblico nel 1747 col nome di Magliabechiana, che sarà il nocciolo della Biblioteca nazionale di Firenze. A Pisa muore invece Alessandro Marchetti, la cui traduzione del De rerum natura lucreziano aveva suscitato aspre polemiche, tanto che Marchetti era stato accusato di condividere l’empietà del poeta latino. Più che di una traduzione, la sua è in realtà una rielaborazione, condotta con notevole libertà e dotata di una singolare forza culturale.

A Venezia viene stampato in 24° il “Giornale de’ letterati d’Itàlia”. Lo dirigerà, fino al 1718, lo Zeno, staccatosi dalla “Galleria di Minerva”. Ad Amsterdam esce invece la “Nuova grammatica italiana e francese” di Nicolò Di Castelli, grammatico e letterato lucchese che Croce ed altri studiosi identificano con un Carlo Biagio Anguselli, frate minore osservante noto per aver stampato la “Reggia di Mercurio” (Venezia, 1710).

Pier Iacopo Martello riprende frattanto l’insegnamento di eloquenza a Bologna, dove nel ‘18 diventerà Segretario maggiore del Senato. Durante un viaggio in Francia, egli medita un dialogo che compone e pubblica a Parigi – “L’impostore, dialogo sopra la tragedia antica e moderna” -, e poi ristampa a Roma col titolo “Della tragedia antica e moderna”. In esso il Martello polemizza col melodramma e col Gravina, schierandosi – pur con prudente moderazione – tra i “moderni”. Del 1714 è un’altra sua opera in prosa: la Vita di A. Guidi, in “Vite degli Arcadi illustri”. Carlo Rezzonico, futuro papa Clemente XIII, fa intanto il suo ingresso nell’Accademia dei nobili.

Questo ed altro accadde nel 1714, giusto trecent’anni fa.

Illustrazioni tratte da Google immagini:

1 – Clemente XIII (Carlo Rezzonoco) ritratto da Anton Raphael Mengs

2 – Ingresso della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

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