Di Sonia Maioli   Accendo una sigaretta.

Mi guarda lo schermo del mio portatile.

Quante volte ho fatto questo gesto.

Ricordo la prima sigaretta.

Eravamo in terza media, tre amiche, tanta voglia di crescere.

Una di noi viveva in una villa splendida nella campagna di Scandicci.

Era proprietà dell’allora presidente della Fiorentina.

Divani fioriti, imbottiti di piume, tavolini da fumo con porta sigarette sempre pieni, Mercedes, bianche profumate.

Troppo grande la tentazione.

La procedura venne spontanea.

Fumata la prima sigaretta, la testa che girava, andammo nella limonaia, un limone a testa, tolse l’odore dalle nostre bocche e dal nostro respiro.

Non ricordo chi delle tre l’avesse studiata.

Smisi quasi subito. Finito l’anno scolastico, finita la pacchia.

Mi innamorai, per la prima volta.

Il primo bacio, il primo palpitare di cuore.

La Vespa 50 rossa ci portava ovunque.

Firenze era nostra.

I  suoi genitori lo punirono severamente per l’ennesima bocciatura.

Lo spedirono a Roma, loro città di origine, in un collegio per prepararlo al nuovo anno scolastico in un liceo privato.

Tornò a Firenze, ma con una nuova fiamma.

Una domenica pomeriggio, pizza in un localino alla moda, lo rividi, con lei, accesi di nuovo la sigaretta… dovevo essere più grande.

Ancora fumo, un momento di empasse… risolvo così.

Smetterò mai?

Illustrazioni tratte da Google immagini

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