Di Sonia Maioli   Ha ragione la mia amica Cristiana.

Invecchio male, ma davvero parecchio.

Stasera un concerto di un gruppo che esegue pezzi dei Pink Floyd. Gli ERA, bravi.

Brani ben eseguiti, due vocalist brave, davvero, gente simpatica, vecchi amici, il solito posto… le solite stupide.

Due ragazzette (e nemmeno tanto) vestite alla stramoda, tacchi vertiginosi, capelli giusti, risatine sfrigolanti e cellulari accesi per l’intera durata del concerto, messaggi continui su non so quale S.N.

Mi domando, cosa ci siete venute a fare?

Se la dipendenza è tale da non resistere poco più di due ore senza volare con i ditini sulle figurine dei tasti, cosa vi fa uscire di casa?

Gli schermi illuminanti, il buio della sala, le loro sghignazzate sottovoce o quasi, la mia voglia di reagire anche in malo modo.

L’esultanza orgogliosa della più scema al momento dell’esecuzione di The Wall… “Ne ho riconosciuta una!”

Allora, visto che la serata era stata organizzata per raccogliere fondi per una associazione benemeritissima, qualcuno poteva avvertirle che potevano anche acquistare il biglietto e restarsene di fronte al loro portatile all’ultima moda, senza venire a disturbare chi aveva voglia di ascoltare?

Ho chiuso gli occhi, ho cercato di isolarle lasciando che la musica e le voci mi raggiungessero attraverso la pelle, ho sognato di essere altrove per non spiaccicare in faccia alla biondina il suo meraviglioso… non so che cosa fosse quel faro che teneva costantemente acceso.

Anche mentre parlava il presidente di questa associazione, lei continuava a ridacchiare e scribacchiare.

Non voglio fare la catastrofista, ma il solo pensiero che la suddetta si riprodurrà, come la sua degna amica, mi fa accapponare la pelle.

I figli saranno come la madre?

Speriamo di no.

La musica scorreva e pensavo ai ragazzi per i quali eravamo lì.

Erano presenti, sulle loro carrozzine, vittime di incidenti stradali.

Tanta forza da portarli a lanciarsi col paracadute, partecipare a competizioni sportive, creare un’associazione per cercare di parlare di sicurezza sulle strade, infrangere il muro dell’indifferenza.

The Wall!

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