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Di Ruggero Morghen  Nel 1914 nasce a Firenze Mario Luzi, poeta saggista e traduttore che collaborò a numerose riviste ed ebbe, nel 1957, il premio “Marzotto” per la poesia. La sua produzione saggistica appare strettamente legata all’esperienza poetica; la sua opera s’è svolta nel solco dell’ermetismo, accogliendo la lezione delle esperienze simbolistiche e cercando di rendere in un nuovo linguaggio l’inquietudine contemporanea. A Milano nasce invece Emilio Mariano. Già bibliotecario presso la Fondazione “Il Vittoriale degl’Italiani” di Gardone Riviera, ne divenne nel 1954 sovrintendente, succedendo all’architetto rivano Gian Carlo Maroni, fratelmo del poeta di Pescara. In tale veste Mariano fondò e diresse i Quaderni dannunziani; inoltre tradusse, tra gli altri, Schiller e Hofmannsthal.
Del 1914 è anche Ida Maier, ricercatrice francese (insegnò a Lione, Parigi e Montpellier) che si occupò dell’umanesimo fiorentino e, in particolare, delle opere del Poliziano. A Como muore Gian Pietro Lucini (era nato a Milano nel 1867), autore dell’Antidannunziana, che esce proprio nel 1914 a Milano. Poeta, narratore e critico, curò la pubblicazione delle Note azzurre del Dossi, riprendendo dal filone della Scapigliatura lombarda lo sperimentalismo tecnico, le innovazioni stilistiche e l’atteggiamento fondamentale di rivolta.
Intanto Vittorio Locchi esordisce come poeta con una raccolta di versi – le Canzoni del Giacchio – che, in modi realistici, riecheggia toni e accenti della poesia popolare toscana del Quattro e Cinquecento. Esce inoltre il Felice Orsini di Alessandro Luzio (San Severino Marche, 1857-1946) che – abbandonata la politica attiva – si era dedicato agli studi storici, conducendo importanti ricerche d’archivio sul Rinascimento e, appunto, sulla storia risorgimentale. A Bologna appare Le rime di Giovanni Boccaccio di Aldo Francesco Massera (1883-1928), critico e filologo che ebbe per maestri Carducci e Ferrari e, a Rimini, diresse e riordinò la Biblioteca gambalunghiana.
Del 1914 è anche Zang-tumb-tumb di Filippo Tommaso Marinetti, che segue il suo Teatro sintetico futurista e precede Guerra, sola igiene del mondo. A Napoli Gherardo Marone fonda La Diana, rivista letteraria cui collaborarono diversi giovani poeti: da Ungaretti a Valeri, da De Pisis a Fiumi. Guido Manacorda, intanto, dirige gli Studi di filologia moderna, la collana Scrittori stranieri della Casa editrice Laterza e la Biblioteca sansoniana straniera, nonché i Testi cristiani della Libreria editrice fiorentina.
Questo ed altro accadde nel 1914, giusto cent’anni fa.

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