“Ite, pensier fallaci, e vana spene,
Ciechi, ingordi desir, acerbe voglie,
Ite sospir ardenti, amare doglie,
Compagni sempre alle mie eterne pene.

Ite memorie dolci, aspre catene
Al cor, che al fin da voi pur si discioglie,
E ‘l fren della ragion tutto raccoglie.
Smarrito un tempo, e in libertà pur viene.

E tu, pura alma, in tanti affanni involta.
Slegati omai, e al tuo Signor divino
Leggiadramente i tuoi pensier rivolta ;

Sforza animosamente il tuo destino,
E i lacci rompi, e poi leggiadra e sciolta
Drizza i tuoi passi a più sicur cammino.”

Veronica Franco “La cortigiana onesta”

“… Così si chiamavano a Venezia le cortigiane d’alto bordo, belle, colte, raffinate…e potenti, che non erano semplicemente donne di piacere, per distinguerle da quelle “di lume” che erano essenzialmente prostitute.”

Helene Bertha Amalia Riefenstahl detta Leni (Berlino, 22 agosto 1902 – Pöcking, 9 settembre 2003)

La più grande regista del mondo, la vestale dell’estetica nazista. Nel dopoguerra la sua adesione al regime le costò l’emarginazione dal mondo della cultura e dell’arte del suo paese.

Fu anche grande fotografa ed etnologa e dal suo soggiorno in Sudan, dove si dedicò, negli anni ’60 del secolo scorso, allo studio della cultura Nuba, nacquero due meravigliose raccolte fotografiche.

Mary Shelley (Londra, 30 agosto 1797 – Londra, 1º febbraio 1851)

Come dalla noia possa scaturire un’opera immortale

“Vedevo -a occhi chiusi ma con una percezione mentale acuta- il pallido studioso di arti profane inginocchiato accanto alla “cosa” che aveva messo insieme. Vedevo l’orrenda sagoma di un uomo sdraiato, e poi, all’entrata in funzione di qualche potente macchinario, lo vedevo mostrare segni di vita e muoversi di un movimento impacciato, quasi vitale. Una cosa terrificante, perché terrificante sarebbe stato il risultato di un qualsiasi tentativo umano di imitare lo stupendo meccanismo del Creatore del mondo.”

(Frankenstein; or, the modern Prometheus)

Suzanne Valadon (Bessines-sur-Gartempe, 23 settembre 1867 – Parigi, 7 aprile 1938)

Personaggio romanzesco. Figlia di padre ignoto e di una lavandaia, fin dall’adolescenza intraprese i più svariati mestieri, fra cui la cavallerizza di circo. Costretta ad abbandonare questa attività, a causa delle conseguenze di una caduta, sfruttò la sua avvenenza proponendosi come modella ad alcuni fra i maggiori pittori del tempo, come Edgar Degas, Henri de Toulouse-Lautrec, Pierre-Auguste Renoir e Pierre Puvis de Chavannes. Di alcuni, oltre all’atelier, frequentò anche il letto.

Dotata di un grande talento, dai maestri apprese quella tecnica che le avrebbe permesso di diventare a sua volta una grande pittrice, nonostante i suoi pittori-amanti, tranne Degas, avessero fatto di tutto per scoraggiarla.

E’ la madre di Maurice Utrillo.

Nella prima immagine la vediamo ritratta col figlio. Nella seconda immagine Suzanne Valadon ritratta da Renoir e nella terza una sua opera, “L’avenir dévoilé” 1912.

 

Alison Balsom… la dea della tromba.

http://www.youtube.com/watch?v=yPcYjiLQgQU

Yuja Wang…un metro e quaranta di talento.

http://www.youtube.com/watch?v=8alxBofd_eQ

Federico Bernardini

Illustrazioni tratte da Google immagini

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