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“In the past, the future” è la scritta che accoglie il visitatore all’ingresso della Library of Congress di Washington.

Chi non conosce la storia è incapace di interpretare il presente e non ha futuro e se si tratta di un politico la cosa è destinata ad avere conseguenze catastrofiche… prendiamo ad esempio Grillo.

In pieno “Terrore” il fanculotto, dando prova dell’ignoranza e del marasma mentale e politico suoi e di larga parte dei penta stellati, pone alla guida della sua rivoluzione un anacronistico “Direttorio”, la cui unica ragion d’essere potrebbe individuarsi nel ricorrere cabalistico del numero cinque nella storia del movimento (tanti erano i Direttori insediati al Palazzo delle Tuileries).

Mentre continuano a cadere le teste dei dissidenti, dei semplici sospettati e dei semplicemente sfigati fanculotti, Grillo dismette i panni popolari e propone una stagione direttoriale autunno-inverno fatta di pizzi, piume e pennacchi che puzza già di Restaurazione.

Il moralizzatore cede il passo a una suprema magistratura il cui nome evoca proverbiale corruzione, dittatura e squilli di fanfare imperiali… ma intanto il “Ghigliottellum” continua ad esser legge tra i penta stellati e ciò non promette nulla di buono. Cola di Rienzo e Guglielmo Giannini, dai loro avelli infernali, gli rivolgono cameratesche occhiate e son già pronti ad accoglierlo nel loro club.

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Federico Bernardini

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