Nel mare di parole in libertà in cui naviga un popolo che fu di poeti, ed oggi si divide prevalentemente tra facili versificatori e lettori superficiali e distratti, è una gioia trovare ed aprire questo scrigno di bellezza e leggere versi come questi, che fluiscono col magico ritmo di un’antica ballata.
Ho provato quel brivido che solo la vera poesia sa dare. Grazie!

RosaVelata

fango - slevin aaron
la saggia malata
rimescola il riso nel piatto
ci mette il formaggio, ridacchia
poi intinge panini nell’olio
argenteo impugna il cucchiaio
che inizia e conclude il suo mondo
la guardo
la guardo
la guardo
mi coglie il sorriso alle labbra
e il cuore si scioglie negli occhi
tra lacrime che riconosco
avendole spesso incontrate

la saggia malata
alza gli occhi dal piatto in cui vive
non so se mi veda ma ride
dal bordo del piatto vorrebbe
buttarsi nel mondo e anche stare
star ferma e non muoversi più
mi guarda
mi guarda
mi guarda
le folli risate mi narrano
un tempo mortale e finito
noi due che ascoltiamo le voci
che solo lei sente
laggiù dove ognuno ha un suo nome

dove ogni nome è il suo nome

© RosaVelata

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