Di Sonia Maioli Quante volte, signore, abbiamo fatto questa domanda?
Ogni volta che lo faccio mi vien voglia di dire: “Scusi, dove posso lavarmi le mani?”
Oppure dirigermi, senza indugio, in fondo a destra, rischiando di entrare nella cucina del ristorante che mi ospita.
Pudore indotto.
Ipocrisia, come “incipriarsi il naso”.
Le signore non possono andare al bagno.
Imbarazzante far sospettare, a chi ascolta, che siamo umane, fatte di carne e quindi con necessità da soddisfare.
La civilizzazione, i dannosi stereotipi, hanno costretto, per secoli, le donne a non esprimere, nemmeno con gesti, i loro bisogni.
Non è lontano il tempo in cui la madre di una mia amica la pregava di mangiare qualcosa prima di una cena con altri, non sta bene che una ragazza mangi molto.
Forse non sta bene che mangi, semplicemente.
Figuriamoci esprimere bisogni corporali di altro tipo.
Ripenso ai secoli bui, quando, costrette da busti rigidi, pesanti abiti, le donne non potevano allontanarsi troppo dalla loro abitazione, se non avevano un bagno a disposizione, salvo incorrere in spiacevoli incidenti di percorso.
A fronte dei vespasiani, diffusi in tutte le città, particolarmente nei pressi delle “Case di Piacere”, non sono esistiti bagni pubblici decenti dove le donne potessero fermarsi (appunto) ad incipriarsi il naso.
Mia madre mi ricordava prima di uscire, ogni volta, di fare la pipì, perché non si sa mai!
Cresciute con l’imperativo di non usare i bagni pubblici, pena gravi malattie da poter contrarre, ci siamo abituate a trattenere fino a far diventare le nostre vesciche una sorta di otre, dove tutto può essere contenuto per ore e ore.
Eppure le femmine, a Firenze, venivano chiamate piscione, ce lo ricorda Vasco Pratolini in “Metello” quando annuncia: “E’ nata una pisciona”.
Allora è ovvio che sarebbe dovuta restare in casa onde poter tener fede all’appellativo suddetto.
Ho letto recentemente un gustosissimo pezzo sulla difficoltà di usare le toilettes pubbliche.
A quanto letto aggiungo una piccola notazione.
Davanti alla porta con stampigliata la donnina, in varie maniere agghindata, c’è spesso una lunga fila di signore impazienti in attesa.
La soddisfazione di fare una pacifica invasione dei bagni degli uomini, spesso deserti, non ha prezzo!!!
Allora, senza pudore
“Scusi, dove è la toilette?”

Illustrazioni tratte da Google immagini

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