L’8 gennaio del 1899, come supplemento illustrato del Corriere della Sera, di cui era direttore amministrativo Luigi Albertini, appare il primo numero de La Domenica del Corriere, distribuita gratuitamente agli abbonati e venduta in edicola al prezzo di 10 centesimi.
Per novant’anni, fino al 1989, sarà uno dei settimanali più popolari, rispecchiando la storia e il costume del nostro Paese e apprezzato soprattutto per le sue immagini di copertina, che ne enfatizzavano gli eventi più importanti o bizzarri.
Fino al 1945 fu illustrato da Achille Beltrame, sostituito, alla sua morte, da Walter Molino, entrambi grandi disegnatori e interpreti dell’ “Italian way of life”.
Quella che vediamo qui riprodotta è la copertina del 10 novembre del 1901 e si riferisce a un assalto alla diligenza a scopo di rapina avvenuto in Sardegna, in località Sas Connas, tra Orani e Oniferi, la mattina del 22 ottobre. La compagnia di trasporti apparteneva alla mia famiglia.

“A metà dell’Ottocento, un ramo della mia famiglia, i Molinari, si trasferì dal Lazio in Sardegna, dove dette inizio a una florida attività commerciale e creò una compagnia di trasporti.
Si stabilirono a Orani, un piccolo centro della Barbagia, allora priva di collegamenti ferroviari e di una rete stradale degna di questo nome.
Si viaggiava a cavallo o in carrozza e non esisteva un servizio di trasporto pubblico. Fu così che i Molinari decisero di portare in Sardegna le diligenze, per adibirle sia al trasporto dei passeggeri sia a quello della posta. Ancor oggi, ad Orani, il pullman di linea viene chiamato “Il postale”, termine che con gran meraviglia ritrovai una trentina d’anni fa tra le montagne del Cantone dei Grigioni dove, sulle fiancate dei pullman che collegavano Coira coi villaggi della valle Engadina, era stampigliato il logo del corno postale.
Le strade, all’epoca, oltre ad essere sconnesse e tortuose erano anche malsicure. Si snodavano, a volte per decine di chilometri, in un territorio impervio e disabitato, dove si poteva incontrare qualche “Pinnetta”, dimora dei pastori durante il periodo della transumanza, e un’infinità di anfratti che costituivano un sicuro rifugio per i numerosi banditi che all’epoca infestavano quelle terre e la cui principale attività era la grassazione.
Un territorio che i banditi conoscevano palmo a palmo, che i Carabinieri non erano in grado di controllare capillarmente e rappresentava il teatro ideale per le aggressioni a coloro che si avventuravano per le sue strade e, soprattutto, alle diligenze che trasportavano passeggeri, posta e valori.
Per questa ragione, soprattutto quando le corriere postali trasportavano valori, erano scortate da due carabinieri a cavallo. Ma, in quell’ottobre del 1901, si era sparsa la voce che una corriera diretta a Nuoro sarebbe partita da Orani senza scorta.
La mattina del 22, in località Sas Connas, tra Orani e Oniferi, ebbe luogo l’agguato. Una banda armata intercettò e fermò la corriera, per rapinare i passeggeri e appropriarsi dei valori che trasportava ma, contrariamente a quanto si aspettavano, su di essa viaggiavano anche due Carabinieri, Pietro Michetti e Pietro Zago.
Si scatenò un conflitto a fuoco, che causò la morte di una passeggera e  il ferimento dei due militi, uno dei quali, il Michetti, sarebbe morto poco dopo. I banditi, incolumi, riuscirono a darsi alla fuga e non furono mai identificati.
Un evento che fece scalpore, in una comunità pur abituata a quel tipo di aggressioni, per il suo tragico epilogo ed assurse addirittura agli onori delle cronache nazionali, conquistando la copertina della Domenica del Corriere del 10 novembre 1901 e quella della Tribuna Illustrata.
L’immagine della Domenica del Corriere è riprodotta su una cartolina che fa parte di una serie stampata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri che ne fece dono a mio padre e conservo gelosamente.”

La prima copertina della Domenica del Corriere

Federico Bernardini

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