Jacobo Arbenz Guzmàn, come si evince dal suo primo cognome, era di origine svizzera e, dal ’51 al ’54, fu presidente della repubblica del Guatemala. Prima di darsi alla carriera politica, come accade sovente nei paesi dell’America Latina, era stato un ufficiale dell’esercito e precisamente colonnello di artiglieria, espertissimo dunque nell’uso delle armi da fuoco.

Un bel giorno suo padre, un industriale fallito, con l’aria di chi volesse togliersi un’innocua e bizzarra curiosità, gli chiese quale fosse il sistema più sicuro per farsi saltare le cervella. E Jacobo, senza essere sfiorato neanche dall’ombra di un sospetto, gli rispose: -Bisogna riempirsi la bocca d’acqua e infilarci la canna della pistola rivolta verso l’alto. Poi basta premere il grilletto e il giuoco è fatto, ti esplode il cervello. Impossibile lasciare il lavoro a metà-.

Poco dopo il padre seguì con successo il suo consiglio, apportando però, come si conveniva a un gentiluomo del suo stampo, una lieve ma fondamentale modifica: anziché riempirsi la bocca d’acqua, se la riempì di champagne.

Federico Bernardini

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