Fanti-francesi

Il XX secolo, “Il Secolo breve”, per usare il titolo di un celeberrimo saggio di Eric J. Hobsbawm, non comincia nel 1901, ma nel 1914, allo scoppio della Grande Guerra. Gli anni precedenti possono essere considerati, a buon titolo, una coda dell’Ottocento ed è solo con la tragedia della guerra che si scava un solco tra il prima e il dopo, cambiando il corso della storia.
Gli anni prebellici, a cavallo fra Otto e Novecento, trascorrono in un clima di allegra incoscienza, animati dall’ottimismo di stampo positivista celebrato dal “Ballo Excelsior” di Romualdo Marenco, con la sua ingenua visione del trionfo della luce della scienza sull’oscurantismo.
Sono gli anni della Belle Époque, caratterizzata oltre che dalla fiducia nel futuro, da un grande fervore intellettuale e da una gioia di vivere che ha la sua apoteosi nella Ville Lumière.
Ma già in alcuni aspetti di questa vita brillante e spensierata possiamo trovare i germi della prossima catastrofe, che avrebbe provocato la fine di quattro imperi e uno stravolgimento dell’assetto geopolitico europeo che avrebbe portato alla Seconda Guerra Mondiale.
Si calcola che nella sola Francia, in quegli anni, quasi due milioni di persone campassero di rendita, col solo pensiero di godersi la bella vita, anche grazie agli interessi esorbitanti dei titoli turchi nei quali avevano investito. Alla fine dell’Ottocento la Sublime Porta era già agonizzante e, sentendo i suoi giorni contati, si abbandonò a una politica finanziaria dissennata per godersi gli ultimi spiccioli di gloria.
Anche l’Italia, attraverso progressi economici e sociali che promettevano un futuro di grande potenza, poteva godere, sebbene in tono minore, di un tale clima, la lira, allora, era moneta pregiata e durante l’Età giolittiana faceva aggio sull’oro.
Fra i tanti particolari che potremmo considerare come rivelatori del cambiamento epocale ve n’è uno che potrebbe apparire di scarso significato ma, a pensarci bene, possiede una grande valenza simbolica.

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I soldati francesi entrarono in guerra con le loro divise ottocentesche: pantaloni di un rosso sgargiante e giacca blu… un perfetto bersaglio per i cecchini crucchi. Divise così inadatte alla guerra di trincea da costringere il ministero della guerra ad adottare precipitosamente divise di un colore più adatto. Ma non furono adottati il grigioverde o sfumature simili, come negli gli altri eserciti, i Francesi dovevano distinguersi, e fu così che i Poilu si sbarazzarono del vistoso e pericoloso rosso-blu per indossare il “bleu horizon”. E tornati a casa ebbero la sorpresa di trovare una grande novità anche nell’abbigliamento delle loro donne, che avevano cominciato ad usare il reggipetto. Anche così comincia il Secolo breve.

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Federico Bernardini

Illustrazioni tratte da Google immagini

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