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Di Ruggero Morghen “Lo squillo della grande guerra – scrive Luisa Zeni in Irredento (Vallecchi, 1928) – risuona, nel maggio radioso del 15, su tutta la penisola, sollevando un’onda di patriottismo. Carlo De Vecchi l’ascolta ed accorre, pronto all’invito. Bacia, abbraccia i suoi cari, piange di commozione, dice loro addio… e parte, parte con i nervi vibranti di passione, lieto d’andare a combattere contro l’Austria grifagna, per strapparle dagli artigli rapaci, le infelici terre di Trento, di Trieste e della Dalmazia”. “Ed eccolo – prosegue l’autrice, eroina di guerra e volontaria fiumana – al fronte, sul Carso! Al suo posto, in prima linea. […] Durante le cruente asprissime giornate di Cave di Selz, nell’ottobre del 15, guadagna una seconda medaglia d’argento. Ma quanto cammino di gloria, ancora!”. Sul Corriere dei piccoli frattanto Schizzo – l’eroe sognatore – lancia su Trieste una bomba la quale, giunta al suolo, scoppia liberando un soldatino italiano che impugna una bandiera con la scritta “O impiccatori, l’italiano è già vicino”. Il gesto provoca l’immediata reazione austriaca ma Schizzo, al sicuro sul suo monoplano, può ormai “tornare intatto alla marina sventolando il tricolore”. È questa l’ultima avventura dell’eroe sognatore per il 1915. A partire da settembre, infatti, le sue vicende si interrompono lasciando il posto – sempre sul Corriere dei piccoli – ad altre storie ed altri personaggi: tra essi Tofoletto Panciavuota. Il ciclo di Schizzo riprenderà nel 1916 con il numero 30 del 23 luglio, sempre per mano di Attilio Mussino. Nelle Preghiere dell’Avvento di Gabriele d’Annunzio, del dicembre 1915, si rilevano – osserva Attilio Mazza, il giornalista-scrittore gardesano recentemente scomparso, – sentimenti contrastanti, un forte anelito cristiano e francescano sùbito contraddetto, tuttavia, dagli ibridismi ispirati alla guerra. Dal 1915, inoltre, “i rimandi alle notazioni di carattere religioso e liturgico si fanno nelle opere di d’Annunzio più ricchi”. La Casa di produzione Musical film di Remo Sonzogno inizia frattanto le riprese de La crociata degli innocenti, su soggetto di d’Annunzio per la regìa di Alberto Traversa. A Milano esce Lillori di Maria Pezzè Pascolato, nota e apprezzata scrittrice per l’infanzia. Sempre nel 1915 muore a Soregno Pietro Chiesa, pittore decoratore. Dopo un periodo di studi presso il liceo di Lugano, era entrato nel 1891 all’Accademia di Brera, alla scuola di Giuseppe Mentessi, professore di prospettiva e scenografia da cui aveva tratto l’orientamento verso un gusto narrativo, con soggetti ricchi di commozione umana. Il primo periodo della sua attività pittorica si era quindi esteso fino al 1900, con la partecipazione all’Esposizione universale di Parigi. Celso Costantini (Castions di Zoppola, Udine, 1876 – Roma 1958) è nominato reggente della parrocchia di Aquileia e conservatore di quella basilica. Vi giunge l’8 luglio, vi rimarrà per due anni. Combattente in guerra, André Eugen Daniel Pézard, letterato filologo e italianista, ne fissa i ricordi in un volume autobiografico. Vittorio Pica è segretario generale della biennale di Venezia, da lui organizzata con Fradeletto dal 1910. Rimarrà in tale incarico fino al 1926, quando sarà estromesso dal fascismo. Frattanto a ottobre, dopo un trasferimento (un altro) al numero 13/1 della Mariannengasse, in Vienna, la sorellastra di Hitler Angela Raubal trova finalmente un impiego fisso in un istituto per apprendiste, divenendone anzi, appena un mese dopo, la direttrice. A questo punto potrà permettersi una nuova residenza, al numero 139/12 della Gumpendorferstrasse. Questo ed altro accadde nel 1915, giusto cent’anni fa.

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