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In quanto al “razzismo biologico”, è un fenomeno culturale e considerarlo in alcuni soggetti congenito significa evocare lo spettro di Lombroso. Altra cosa sarebbe affermare che non tutti siamo dotati della medesima sensibilità nei confronti dei nostri simili e che taluni sono più soggetti di altri a cadere in certe trappole parascientifiche.
Più complesso è il discorso sul razzismo culturale, che pretende di dividere le culture in superiori e inferiori, principio che qualunque antropologo… o quasi, considererebbe anch’esso parascientifico. Anni fa, nel corso di un’intervista, chiesi al professor Gilberto Mazzoleni, uno dei nostri più insigni antropologi, cosa ne pensasse e mi fece un lungo discorso per dimostrarmi che anche in questo caso le etichette di superiore e inferiore non appartengono al pensiero scientifico.
Senza ombra di razzismo credo, nel mio piccolo, che si possa parlare non solo di diversità fra le varie culture, ma anche di un loro maggiore o minore spessore e che quelle di minore spessore non dovrebbero, quantomeno, essere prese come modello.
Qualcuno sostiene che la nostra sia una cultura corrotta e al tramonto… e non ha tutti i torti, e ci propone addirittura di uniformarci a talune culture emergenti. Proviamo a metterle a confronto.
Noi Italiani dovremmo farla finita di ritenerci superiori in virtù di vecchie glorie ormai sepolte. Il nostro modello culturale, come ha recentemente affermato l’onorevole Presidente della Camera dei Deputati, dottoressa Laura Boldrini, uno dei nostri più brillanti ingegni, è superato. Il futuro è altrove e ci si presenta nelle vesti di quanti, attraversando impavidi, su malsicuri vascelli, quello che fu un tempo il Mare Nostrum, vengono a noi sempre più numerosi, col solo bagaglio della loro cultura, della loro civiltà, della loro religione e dei loro ideali politici e sociali, ai quali, come ha recentemente affermato sempre l’Onorevole Presidente della Camera dei Deputati, dottoressa Laura Boldrini, dovremmo guardare come a un dono prezioso, in grado di vivificare, coi suoi fermenti, la nostra fiacca e decadente civiltà.
Il futuro è loro e noi dovremo adeguarci, con rispetto e gratitudine, se non vogliamo essere divorati dalla nostra corruzione.
Apriamo gli occhi, basta con questi Crocifissi appesi alle pareti delle scuole e degli uffici pubblici; basta con questi Presepi, con queste campane che ci tormentano da millenni coi loro insopportabili rintocchi, a volte anche notturni; basta con queste donne scostumate che se ne vanno in giro scosciate e con le tette al vento, e magari si mettono alla guida di un’automobile col rischio di provocare incidenti stradali; basta con queste adultere che cornificano i loro sposi senza correre il rischio di essere lapidate o decapitate; basta con questi omosessuali che vanno sculettando ai gay pride senza che a qualcuno venga in mente di sigillargli il buco del culo col mastice; basta con questi blogger che abusano della libertà di parola senza che venga loro inferto neanche un colpo di frusta; e soprattutto basta con il consumo di questa impura carne di maiale che dovremmo sostituire con un sano kebab.

Federico Bernardini

Illustrazione tratta da Google immagini: Robinson Crusoe e Venerdì

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