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L’autorevole rivista medica “The Lancet” ha pubblicato i risultati di una ricerca del professor Geil von Bumsen, dell’università di Frisinga, che ha gettato nel panico la comunità vegana, scatenando un “Effetto Werther” che ha già provocato numerosi suicidi.

La ricerca rivela come in tutti i cibi di origine vegetale siano presenti tracce biologiche riconducibili ai raccoglitori, specialmente quelli affetti da onanismo compulsivo che, secondo i professor von Bumsen, sono in gran numero.

I test effettuati all’università di Frisinga dimostrano come neanche il lavaggio, per quanto accurato, o la cottura, per quanto prolungata, siano in grado di eliminare del tutto tali tracce e che chiunque consumi cibi di origine vegetale, sia crudi che cotti, debba essere considerato, di conseguenza, carnivoro o, più propriamente, antropofago.

“Ho scoperto di essere un cannibale, mi faccio orrore, voglio morire! Che Dio e i raccoglitori mi perdonino”. Queste le drammatiche parole vergate su un foglio di carta riso, con una costa di sedano intinta nella Passata Mutti, da un giovane vegano, prima di togliersi la vita con un’overdose di olio di soia.

Particolarmente colpita la comunità vegana della Campania, nota per le sue tendenze razziste, a causa del fatto che in quella regione la raccolta delle verdure e degli ortaggi sia affidata prevalentemente a individui di colore.

Il presidente dell’Associazione Vegani d’Italia, Pio Lattughino, nel disperato tentativo di arginare l’ondata di suicidi che sta decimando la sua comunità, ha lanciato un appello alla resistenza e alla speranza: “Stiamo studiando il modo di assorbire direttamente dal terreno i sali minerali e la ricerca che consentirà anche all’uomo di avvalersi della fotosintesi clorofilliana è a buon punto”.

Federico Bernardini

Illustrazione tratta da Google immagini

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