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La presa della Bastiglia è assurta a simbolo della liberazione della Francia dal dispotico regime monarchico.

Ma vediamo quanti e quali fossero i prigionieri in essa custoditi e per quali ragioni.

Sette in tutto:

-Jean Bechade la Barte, impiegato;
-Bernard Laroche, 18 anni, impiegato;
-Jean la Corrège, impiegato;
-Jean-Antoine Pujade, negoziante;

tutti condannati e reclusi nel Gennaio 1787 per aver fabbricato cambiali false;

-il conte de Solages, internato nel 1782 a Vincennes su richiesta del padre, a causa della sua dissipazione e della sua condotta depravata, probabilmente pedofilo, trasferito alla Bastiglia il 28 febbraio 1784;

-Tavernier, colpevole di aver complottato contro la vita Re e malato di mente, pochi giorni dopo la liberazione fu necessario internarlo nel manicomio di Charenton;

-il conte di Whyte de Malleville, malato di mente e anch’egli internato a Charenton pochi giorni dopo.

Nessun detenuto per motivi politici.

Narra la leggenda che fra gli ospiti della Bastiglia vi fosse anche il Marchese de Sade, che avrebbe gridato agli insorti: “Accorrete, qui si scannano i prigionieri” ma il 14 luglio non era più lì.

Le guardie della fortezza erano scelte fra i soldati invalidi, non più idonei al servizio attivo. Furono trucidati insieme al comandante, che aveva cercato di trattare, invitando addirittura a pranzo una delegazione degli insorti, concordando con essi una resa senza spargimento di sangue. La sua testa venne portata in trionfo per le vie della città.

Ai 954 “eroi” che presero parte o dichiararono senza alcun riscontro di aver preso parte alla conquista della Bastiglia il governo rivoluzionario assegnò un vitalizio.

Poi venne il Terrore e alla quasi deserta Bastiglia si sostituirono le orrende carceri rivoluzionarie, brulicanti di innocenti, affamati, stuprati e torturati, in attesa di essere ghigliottinati per il sollazzo della plebaglia.

Federico Bernardini

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