Di Michela Elettra Salvatore Mi piace la spiaggia.
È colorata, viva, vociante. Ha tutto ciò che occorre. Ci sono i bambini, con il loro carico di allegria, di spensieratezza, coi loro gridolini, i loro giochi semplici e avventurosi, la loro felicità contagiosa.
Ci sono i giovani che, con la loro vitalità prorompente, la loro esuberanza, riportano indietro negli anni e fanno riassaporare momenti passati, ma ancora tanto vivi nella memoria.
C’è gente in spiaggia, c’è vita. C’è il nonno, la nonna, con vivacità ed energia da vendere, entusiasti della vita più dei loro stessi nipoti.
Ci sono i vu’ cumprà, così bistrattati, ma, spesso, più educati di tanti villeggianti benestanti.
Ci sono gli ombrelloni, un caleidoscopio di forme e colori.
Ci sono le parlate, le cadenze, i dialetti. C’è quello familiare, quello siculo, il settentrionale strascicato, quello condito di parolacce, quello forbito.
E i profumi? Tanti, dolcissimi o pungenti, ma uno su tutti non può mancare: quello fortissimo al cocco, quello dell’abbronzante della signora nera che più nera non si può.
C’è la musica, il pallone, i racchettoni, le conchiglie, le formine, il secchiello di Ben 10.
Ci sono i costumi. C’è quello ridottissimo, c’è il bikini leopardato, quello con le frange da salutare: “Augh!”, c’è quello intero, nero, elegante, c’è il tanga, il mutandone, lo “slippino”, il brasiliano.
E poi, c’è lei: la cellulite, a volte nascosta, a volte esibita, ce n’è di più,ce n’è di meno, impercettibile, un pizzichino, ma sempre presente, povere noi signore.
I cappelli!!! Non dimentichiamo i copricapo, bellissimi, colorati, di paglia, con la visiera, a turbante. Insieme agli occhiali, un vero must.
E i sandaletti? Ciabattine di ogni tipo: col tacco, da vip, infradito, alla moda, di plastica, coi fiori, le bandiere del mondo, quelle cinesi e quelle spagnole.
Ci sono le occhiate, gli ammiccamenti, il corteggiamento, l’amore.
Un’esplosione di vita, bellezza, gioia, un tripudio di sentimenti.
Adoro la spiaggia, mi piace osservarla, goderla, viverla. Sono a mio agio in spiaggia, perché è lì che, finalmente, sono protagonista del mio silenzio e della mia solitudine. Della mia libertà.

Foto di Michela Elettra Salvatore

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