Poco fa ho sentito il senatore Antonio Razzi fare un breve discorso di senso compiuto e senza far neanche ridere… lo stiamo perdendo.

Ma il nostro non è personaggio da liquidare con una battuta, come fanno in molti, quasi fosse un qualunque semideficiente.

Razzi è un eroe dei nostri tempi, anzi un eroe di tutti i tempi, col vantaggio di potersi abilmente avvalere di quell’amplificatore della notorietà che è la televisione, la quale ha il potere di renderti un personaggio pubblico anche se non sei nessuno.

Un semplice operaio che ha saputo ottimizzare le sue naturali doti istrionesche e che per annusare il buco del culo del potere non ha esitato a vendere l’anima al diavolo. Una sorta di maschera nell’antica tradizione della Commedia dell’Arte che, anche se in modo grottesco, rappresenta una larga parte del popolo italiano, quella del fatti li cazzi tuoi, quella del tengo famiglia, quella della dignità un tanto al chilo.

Una bella fetta della torta dell’elettorato, sempre disposta a seguire, perinde ac cadaver, il pifferaio di turno, a tollerare, pur maledicendolo, la sua corruzione e i suoi ladrocini pur di poterne raccogliere le briciole e magari coltivare il sogno di potersi trovare un giorno al suo posto per comportarsi ancor peggio. Perché così va il mondo e non c’è niente da fare se non il proprio meschino interesse.

Federico Bernardini

Illustrazione tratta da Google immagini

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